Esiste amore a Napoli, la rivincita di Tropico
Venerdì 13 maggio Tropico - alias Davide Petrella - si è esibito al Duel di Napoli ed è stato travolto dall'affetto del pubblico. Perchè "Esiste amore a Napoli".
La sensazione di familiarità, di quel successo che arriva e che ti toglie la timidezza, come un panno lento su di un vetro appannato. Quel lustro che ti prende e ti illumina, trasformandoti da Davide Petrella in Tropico. Quando sei abituato a restare in penombra, e invece ti ritrovi acclamato dalla gente, più vicina che mai.
Questo è l’impatto che venerdì 13 maggio 2022 ho avuto al concerto di Tropico, di lato al palco, al Duel di Napoli. La sua Napoli, il suo pubblico.
Lo show di Tropico: esiste amore a Napoli
I primi a calcare il palco sono i musicisti, già noti al pubblico napoletano per performance di alto livello: Caterina Bianco, Toto Allozzi, Giosuè Salzillo, Michele de Finis, Alessio d’Amaro, Andrea De Fazio, Luigi Scialdone. Si dispongono con sicurezza e regolarità ai propri posti, pronti a far nascere melodie e a dar vita allo spettacolo.
Due minuti ed entra Davide Petrella, in arte Tropico. Con il passo di sempre, lo stesso antecedente al lustro che lo ha colto, e una vena palpabile di imbarazzo e incredulità. Davide saluta il pubblico, con quello che io definisco codice Pino Daniele: “Buonasera guagliù“. Ed è subito delirio.
Da quel momento in poi Davide è inarrestabile, con la sua giacca luxury animalier, e porta avanti il suo live davanti a un pubblico estremamente eterogeneo: dal 20enne in maglioncino al 50enne con il kway, dallla ragazzina con felpa del merch, all’ultra 40enne in t-shirt di Diego e “Americano” alla mano (praticamente io).
Un successo per questo ragazzo e la sua band. Lui, l’unico forse che non se lo aspettava, ma proprio per questo ancora più degno del momento. Momento da lui stesso sottolineato: “Cioè guagliù un momento incredibile! Mi chiamano tanti cantanti e mi dicono, bravo lo sai mi piace questa canzone vorrei cantarla…“.
Ed ecco di nuovo il flashback, di Davide quando non era ancora Tropico, di quando calcava i palchi dei localini dell’underground napoletano come frontman de Le Strisce, di fronte a un pubblico decisamente più ristretto, fatto di fedelissimi. Gli stessi fedelissimi che sono presenti ancora oggi, e che gioiscono insieme a lui del meritato successo.
La linearità di un sound dal giusto ritmo odierno, da supporto alla bellezza di testi di profondo sospiro da napoletano, orecchiabili e veri, che intonano realtá e vissuti vicini un po’a tutti noi. Come quelli che qualcuno da “Dint o’scuro” ha spesso dedicato.
Ed è per questo, per quei volti rivolti al mare, per gli occhi lacrimanti chiusi in capelli stesi al vento, per quegli sguardi ormai che si son persi, a quei saluti ormai rapidi e falsati, alle delusioni trafitte, agli amori sbocciati, alle lotte di cuore vinte e perse, alle debolezze che distruggono, e alla forza di sopportare, ai legami oltre. Molto oltre il vissuto a testa in su a guardar l’eclissi di luna e l’allineamento dei pianeti, ed invece poi finiti a far l’amore, che insegna poche cose “e sono tutte quelle più pericolose“.
Caro Davide, invece è proprio vero che per chi ha coraggio e nun s’è inchinato all’ombra da paura, per chi non resta ad un passo dal cielo fottuto dalla paranoia, da Piazza Garibaldi a Santa Lucia, dal Vomero a Secondigliano. Esiste amore, soprattutto a Napoli, a città addò e’ parole, so ddoce e so amare, ma so semp parol d’ammore.

Articolo di OltreAceto

