Energia e calore dal sole, know how napoletano per il cogeneratore del futuro

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Energia e calore dal sole, know how napoletano per il cogeneratore del futuro
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Sfruttare un’energia pulita come quella proveniente dai raggi solari per produrre non solo energia elettrica ma anche calore. Un progetto avveniristico cui sta lavorando, in collaborazione con il Dipartimento Energia, Ingegneria dell’Informazione e Modelli Matematici (DEIM) dell’Università di Palermo e con Horizon Srl, una società napoletana, la Graded Spa, azienda che opera da 60 anni nel mercato della progettazione, realizzazione, installazione e gestione di impianti tecnologici e di produzione di energia ad alta efficienza e da fonti rinnovabili. Il punto di partenza è il  “Dish Stirling” , l’impianto solare a concentrazione più innovativo di Europa inaugurato esattamente un anno fa presso l’Ateneo di Palermo. Il sistema è stato prodotto dalla società svedese Ripasso Energy e tutti gli aspetti di sviluppo industriale e commerciale per l’Italia sono stati gestiti dalla società Horizon Srl.

 

Un impianto che potrebbe essere commercializzato in un futuro non troppo lontano anche come “cogeneratore” in grado di produrre acqua calda oltre che elettricità. Sui  possibili utilizzi del concentratore l’azienda guidata da Vito Grassi, presidente dell’Unione Industriali Napoli e Confindustria Campania, ha presentato, insieme al Deim dell’Unipa, una ricerca innovativa alla 13esima edizione di “Sdewes”, la conferenza internazionale sui temi dell’uso efficiente e sostenibile dell’energia e dell’acqua.

Lo studio realizzato dall’ingegnere Graded Alessandro Buscemi ha effettuato un’analisi comparativa tra le produzioni elettriche e termiche dello stesso impianto, realizzato a Napoli, Palermo e Ragusa per verificare le potenzialità di questa tecnologia nell’intero Sud Italia. “Le caratteristiche di funzionamento del motore Stirling – spiega Buscemi – implicano che una parte dell’energia prodotta venga dissipata come calore. Se questa parte di energia dissipata venisse, invece, riutilizzata questo sistema riuscirebbe a produrre sia energia elettrica sia calore”.

 

“Per ora si tratta di simulazioni – spiega Buscemi – per capire se ci sono dei margini economici che possano rendere l’investimento interessante anche senza l’incentivo statale dedicato al CSP. Poi i dati andrebbero comunque verificati attraverso la realizzazione di impianti pilota. Ma si tratta di un sistema che avrebbe delle grosse potenzialità in particolare nel sud Italia dove si potrebbe arrivare all’80% di frazione solare. E sarebbe un grande passo in avanti sul fronte della de carbonizzazione”.



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