Emergenza Coronavirus: a grandi passi verso la zona rossa nazionale
La paura di una terza ondata di Coronavirus, la spaventosa cifra di 100.000 vittime, varianti imprevedibili: le scelte del Governo sono ormai poche. Ad una manciata di giorni dal primo Dpcm dell’era Draghi – entrato in vigore il 6 marzo 2021 – si pensa già ad ulteriori strette. Il pensiero, finora rimasto tale, inizia a concretizzarsi a grande velocità quando le strade a disposizione si assottigliano.
La possibilità di un momento di respiro per organizzare la campagna vaccinale, rendendola accessibile a tutti, sembra essere l’unica via. Il provvedimento proposto dal Cts e dal generale Figliolo è dunque una zona rossa nazionale di circa tre settimane. Ad un anno dallo scoppio della pandemia, al tessuto socioeconomico ormai logorato questa opzione appare un ennesimo colpo, per alcuni quello temuto, di grazia. Per arginare i danni causati da altre chiusure generalizzate, le proposte sulle strette virano su due vertici importanti: week-end e coprifuoco.
Il week-end, spesso occasione di grandi ritrovi in piazze e su lungomari, diventerebbe quindi momentaneamente rosso in tutte le Regioni. Questo, a prescindere dal loro colore: potrebbero essere esentate però le regioni bianche, come la Sardegna. L’altra opzione, di anticipare il coprifuoco dalle 22 alle 20 o addirittura alle 19, potrebbe essere fonte di ulteriore traffico concentrato e di forte malcontento. Dunque, corre a soccorso anche l’ipotesi di una zona arancione generalizzata.
Il video discorso di Draghi, greve ma chiaro, è stato molto limpido sulle sue intenzioni riguardo la lotta alla pandemia. Speriamo, solo, possano essere una svolta in questo lungo anno.
Le modifiche al nuovo Dpcm si attendono già dalle prossime ore.

