E se Cenerentola avesse perso la sua scarpetta alla corte di Napoli?

Arte e Cultura
Articolo di , 03 Nov 2015
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Non è certo una novità scoprire che Cenerentola sia nata non dalla geniale fantasia di Walt Disney, ma piuttosto dalla penna di uno scrittore a migliaia di chilometri di distanza dagli studios hollywoodiani vissuto svariati secoli prima.

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Sì certo, tutti stanno pensando ora a Charles Perrault, il francese che pubblicò la sua storia tra la fine del 1600 ed il 1700, e lo si fa a giusta ragione perché buona parte del film di animazione più famoso della storia si ispira proprio a questa versione della fiaba.

Ma anche qui c’è qualche piccolo problema, perché la celebre fiaba di Cenerentola e la sua scarpetta, che ha incantato milioni di bambine in tutto il mondo alla ricerca del principe azzurro, è stata già fissata all’inizio del seicento nella splendida cornice della Napoli di Gianbattista Basile.

 

Lo scrittore giuglianese ambienta la sua storia nella Napoli che conosceva e nei palazzi che frequentava. La gatta Cenerentola, era il titolo della sua fiaba, tutta scritta in napoletano ed inserita nella raccolta di fiabe intitolato Lo cunto de li cunti.

La storia della cenerentola Napoletana si differenzia dalla storia di Perrault per una serie di particolari di non poco conto, ma la sostanza resta invariata. C’è sempre una matrigna, un principe  ed una scarpetta persa fuggendo a mezzanotte perchè termina un incantesimo.

La cosa più interessante è lo spaccato che Basile offre sulla vita e sulla cucina del ‘600 napoletano, ad esempio descrive la tavola di pasqua con il casatiello e la pastiera.

 

Nella rielaborazione in chiave musicale della fiaba, ad opera del grande compositore Roberto De Simone, si capisce chiaramente che quello cui Basile mira è rendere protagonista della fiaba la bella Cenerentola che altri non è che l’allegoria della città stessa di Napoli vittima del potere di una matrigna nella quale si trasfigurano gli occupanti stranieri.

 

Certo i puristi potranno obiettare che la fiaba non è frutto di neppure della mente geniale dello scrittore napoletano, ma in realtà fa parte della memoria collettiva di moltissime civiltà non ultima quella cinese e prima ancora quella egiziana.

 

Ma per noi che siano nati a Napoli è bello immaginare che se scarpetta fu mai persa la bella Cenerentola deve averla persa sul magnifico scalone di Palazzo Reale a Piazza del Plebiscito, inseguita dal suo bellissimo principe.

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Una risposta a “E se Cenerentola avesse perso la sua scarpetta alla corte di Napoli?”

  1. gerardina furiano ha detto:

    Si è vero

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