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Lotta al Cancro: due Scienziati Campani scoprono come togliere energia ai tumori

Paola Palmieri
Lotta al Cancro: due Scienziati Campani scoprono come togliere energia ai tumori
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Due scienziati del sud Italia il beneventano Antonio Iavarone e la barese Anna Lasorella, hanno scoperto come togliere energia a una determinata categoria di tumori maligni

 

Due scienziati del sud Italia, il beneventano Antonio Iavarone e la barese Anna Lasorella, hanno scoperto come togliere energia a una determinata categoria di tumori maligni tra cui una tipologia di glioblastoma, il più aggressivo dei tumori al cervello.

 

A rivelarlo è lo studio A metabolic function of FGFR3-TACC3 gene fusions in cancer” pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista scientifica Nature. Questo nuovo tipo di cura sarà sperimentata su pazienti affetti dalla malattia in forma recidiva e ricoverati a Parigi in un ospedale fondato da Luigi XIV, il Pitié Salpêtrière.

 

I due scienziati, nella vita marito e moglie, lavorano entrambi negli Statati Uniti Columbia University di New York, e hanno individuato il meccanismo innescato da una fusione di due geni chiamati FGFR3 e TACC3 i quali danno vita a un nuovo supergene in grado di aumentare numero e attività dei mitocondri, organelli presenti all’interno della cellula che funzionano come centraline di produzione di energia. Grazie all’azione di questo supergene, il cancro ha a disposizione una maggiore quantità di energia, indispensabile per il moltiplicarsi e diffondersi incontrollato delle cellule tumorali. La scoperta ha portato gli scienziati a usare, in prove di laboratorio alla Columbia University di New York, farmaci già esistenti che riducono l’attività dei mitocondri senza danneggiare le cellule sane, fino a bloccare la crescita dei tumori umani coltivati in laboratorio oppure iniettati nelle cavie.

 

Ivarone afferma: “Quella tra FGFR3 e TACC3 è probabilmente la più frequente fusione genica descritta finora nel cancro”,“Con questa ricerca, siamo finalmente riusciti a capire come FGFR3-TACC3 induce e perpetua i tumori maligni e possiamo sfruttare i nuovi obiettivi terapeutici in una cura sempre più personalizzata del cancro”.

 

Aggiunge il professore IavaroneFarmaci che inibiscono enzimi di tipo chinasi sono stati usati in alcuni tipi di tumori con risultati incoraggianti”, “Tuttavia, con il tempo il tumore diventa resistente a questi farmaci e progredisce. Noi ipotizziamo che si possa prevenire resistenza e recidiva tumorale attraverso una simultanea inibizione del metabolismo mitocondriale e di FGFR3-TACC3. Stiamo testando questa nuova ipotesi nei nostri laboratori della Columbia University”Al gruppo di ricerca hanno preso parte anche due bioinformatici campani, Michele Ceccarelli dell’Istituto Biogem di Ariano Irpino e Stefano Pagnotta, dell’Università del Sannio, nonché i ricercatori Luciano Garofano e Luigi Cerulo.

 

La professoressa Lasorella continua “Il nostro studio fornisce la prima evidenza che geni-chiave dello sviluppo tumorale causano direttamente una iperattività mitocondriale, questo studio individua anche per la prima volta il coinvolgimento dei perossisomi nell’evoluzione tumorale e ci suggerisce come poter incidere sulle fonti energetiche cellulari per colpire il tumore. Infatti, in esperimenti su cellule tumorali in coltura e in modelli animali di glioblastoma generati da FGFR3-TACC3, il trattamento con gli inibitori del metabolismo mitocondriale ha interrotto la produzione di energia e fermato la crescita tumorale”.

(Fonte il Mattino.it)



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