Dint’ ‘a ‘nu ritt’ e ‘nu fatt’, il significato del modo di dire campano
Scopriamo insieme dint' 'a 'nu ritt' e 'nu fatt'.
La lingua napoletana è uno scrigno ricco di meraviglie, una scatola da cui strabordano gioie.
Tali gioielli sono stati accumulati negli anni in vari modi, presi in un modo o nell’altro dall’uno e dall’altro popolo passato per il territorio campano e assorbiti dalla lingua italiana.
La saggezza delle varie culture ivi passate è confluita non soltanto nei termini che Napoli ha fatto propri, ma anche nelle espressioni create con questi ultimi.
L’esperienza dei tanti popoli si è accorpata perciò all’interno della lingua napoletana e si è esteriorizzata, e continua a farlo, quotidianamente, mediante dei modi di dire peculiari e molto caratteristici.
Tra le locuzioni ricche di discernimento è da annoverare: dint’ ‘a ‘nu ritt’ e ‘nu fatt’.
Dint’ ‘a ‘nu ritt’ e ‘nu fatt’
Dint’ ‘a ‘nu ritt’ e ‘nu fatt’ è un’espressione che significa, letteralmente, in un detto e in un fatto. È chiaro che, letto così, il modo di dire non ha uno specifico senso compiuto. Quest’ultimo è infatti da ricercare oltre la letteralità.
Tale frase significa, piuttosto, nel tempo di un detto, un fatto. Viene utilizzata quando un’azione è compiuta in rapidità, senza tempi d’attesa, senza approfondite elucubrazioni. Soltanto nel tempo necessario per esprimere un concetto, quest’ultimo ha preso vita sotto forma di azione compiuta. Dint’ ‘a ‘nu ritt’ e ‘nu fatt’ è un’espressione nata e utilizzata per riferirsi alle persone istintive, le quali si gettano nell’azione senza troppi fronzoli, soltanto nel tempo necessario per partorire un pensiero.

