Davide Mea e il Maracuoccio di Lentiscosa

Giusy Di Bonito
Davide Mea e il Maracuoccio di Lentiscosa
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Ha dato vita ad un progetto culinario per salvare un prodotto in via d’estinzione: il Maracuoccio di Lentiscosa.

 

Davide Mea è nato nel borgo di Marina di Camerota, laureatosi alla Partenope di Napoli, ha deciso di aprire La Taverna del Mozzo dopo alcune esperienze all’estero. Ritornato nella sua terra d’origine ripercorre le orme di Giovanna Voria, ambasciatrice della Dieta Mediterranea nel mondo, che ha letteralmente salvato i ceci di Cicerale dall’oblio. L’allievo ha raccolto il suo insegnamento dando vita ad un progetto culinario per salvare un prodotto in via d’estinzione: il Maracuoccio di Lentiscosa.

 

Il maracuoccio è un antico legume, simile a un pisello ma dalla forma squadrata che si coltiva manualmente senza uso di fertilizzanti, diserbanti o altri prodotti chimici di sintesi. Il suo colore può variare dal verde scuro al marroncino, al rossastro, spesso screziato o marmorizzato. Si coltiva da secoli a Lentiscosa, una frazione collinare del comune di Camerota, nella parte meridionale del Parco Nazionale del Cilento.

 

Oggi, in Campania, sono rimasti solo in sei a coltivare questo raro legume, con una superficie totale che sfiora a malapena i tre ettari, offrendo ogni anno pochi quintali di prodotto. Non a caso, è l’ultimo presidio SlowFood.

 

Davide ha scelto di recuperare gli antichi prodotti e sapori del patrimonio gastronomico cilentano come la maracucciata, una sorta di polenta ottenuta cuocendo una farina per metà composta da maracuoccio e per l’altra da grano, ceci, farro, favino e cicerchie. Il suo progetto gastronomico prevede anche tanto pesce fresco proveniente solo dal mare cilentano.

 



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