Dall’Arenaccia al Maradona, tutti gli stadi azzurri
Quanti sono stati gli stadi del Napoli nella storia? Eccoli tutti, dall'Arenaccia al Maradona.
Quanti sono stati gli stadi del Napoli nella storia? Ecco tutti i tempi del calcio azzurri, dall’Arenaccia al Maradona.
La storia degli stadi del Napoli
In principio fu il Velodromo Albricci, chiamato così in onore del generale di Gallurate e situato nei pressi della caserma militare a Corso Malta. Era il Napoli delle origini – stagione 1926/1927 – e l’esordio in casa fu una sconfitta, per 3 a 0 contro l’Internazionale.
Il capitano dei partenopei era il terzino brasiliano Paulo Innocenti: di origini italiane, iniziò a giocare nella città dei suoi genitori, Bologna, vincendo lo scudetto. Giunto all’ombra del Vesuvio, vi rimase per undici anni, traghettando la squadra verso una nuova fase. Il presidente, l’industriale Giorgio Ascarelli, meditava di costruire un nuovo stadio, da situarsi a Gianturco, nel rione Luzzatti, scelto un secolo dopo come ambientazione del libro, e successivamente della serie, “L’amica geniale”.
I lavori durarono solamente sette mesi e l’impianto fu pronto soltanto all’inizio del 1930: l’inaugurazione avvenne il 23 febbraio e fu scelto il nome “Vesuvio” come la strada lungo la quale si trovava. In realtà il Napoli di Vojak e Sallustro ci aveva giocato contro la Triestina ma per il battesimo ufficiale fu scelta la sentitissima sfida con la Juventus. Purtroppo poche settimane dopo, il 12 marzo, Ascarelli morì, a soli 35 anni. per un attacco di peritonite.
E così gli fu subito dedicata la struttura, ma, sotto il fascismo. la denominazione scomparve per le origini ebraiche dell’imprenditore. Nel 1942 lo stadio, rinominato Partenopeo, fu raso al suolo dai bombardamenti e, a conflitto concluso, il teatro degli azzurri divenne lo stadio del Vomero, intitolato successivamente al giornalista Arturo Collana.
Per la ridotta capienza diverrà necessario in poco tempo un nuovo trasferimento. Nel 1959 ecco allora lo “Stadio del Sole”, situato Fuorigrotta, divenuto San Paolo dal 1963 in onore dell’apostolo sbarcato in Campania nel corso dei suoi viaggi. L’ultimo cambiamento risale al 25 novembre 2020 con la scomparsa di Maradona: pochi giorni dopo il sindaco De Magistris dedica la struttura al fuoriclasse argentino. Il resto è storia recente.

