Da Piccole a Grandi realtà musicali di Napoli

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“[i napoletani] cavano l’arte dal sole” disse Camillo Boito e non c’è frase più vicina alla realtà napoletana.
I napoletani sono i migliori per quanto riguarda l’arte di arrangiarsi e di trovare il positivo in ogni situazione.
Questo è quello che ha fatto per esempio Capone dei BungtBangt, riciclando oggetti dalla spazzatura e creandone strumenti musicali originali e sopratutto funzionali.
Lo “catolophone”, la “scatulera”, il “cazzuotone”, la “chitarra geografica” o il “guiro metropolitano” per nominarne alcuni, come la “scopa elettrica” (immaginate Jimi Hendrix con questa) ma soprattutto la “Buatteria” una vera e propria batteria con rullante, timpano, piatti, pedale e cassa, e tutto quello che una batteria richiede, ma che in realtà è creata da bidoni della spazzatura, fusti di olio, grattugia e molto altro.
Il negozio dove comprare questi pezzi? La discarica.
Ma non è così semplice, infatti i BungtBangt non solo selezionano i pezzi più adatti ma effettuano anche una ricerca acustica, scegliendo solo i materiali che riescono a produrre un buon suono.
Gli strumenti ottenuti dal riciclaggio creativo dei BungtBangt non hanno niente da invidiare agli strumenti ordinari, anzi, magari può essere vero il contrario.
Nel mondo del “tutto è bevuto, tutto è mangiato” (Verlaine) possiamo ancora trovare molta originalità grazie soprattutto alla creatività dei giovani e dei napoletani.

Così come anche Raiz, che con la sua voce roca e graffiante, emerge in questo mondo della musica blanda che viene aissata sempre di più grazie a programmi televisivi dove il banale significa buono.
Raiz, Gennaro della Volpe, è nato nel quartiere di Napoli Soccavo, poi spostatosi a Milano e di nuovo a Napoli ha potuto conoscere diverse realtà, delle quali racconta nelle sue canzoni.
Sin dall’inizio con gli Almamegretta, la sua anima migrante si fa sentire, portando avanti anche progetti personali e collaborazioni al di fuori del gruppo.
Famosa ad esempio la collaborazione con i Planet Funk.
Tra gli altri suoi successi personali va anche ricordato W.O.P. il primo album da solista di grande successo.
Il titolo W.o.p. è l’acronimo di “with out papers”, parola nata tra gli anni 1910/1915 e riferita agli italiani immigrati in America per trovare lavoro ma che non avevano documenti. Oggi ha cambiato significato acquistando un valore dispregiativo.
Deriva comunque anche da guappo che è tra l’altro uno spagnolismo di “guapo” cioè bello.

Lasciando perdere l’etimologia prima di arrivare alle origini delle origini originali, un altro artista che si è fatto spazio a Napoli e non solo, è Jovine.
Il gruppo è nato grazie a Valerio e Massimo Jovine, quest’ultimo proveniente dai 99 Posse, come band di supporto per il concerto in Italia dei Simple Minds.
L’influenza reggae qui si sposa con il pop creando una musica orecchiabile tanto da aver successo in tutt’Italia.
Sono questi gli artisti, e moltissimi altri, che ci fanno conoscere all’estero e che riscattano Napoli da quella nicchia in cui ci hanno buttato i telegiornali con definizioni che amano usare parlando della vecchia città Partenopea, come di città talmente degradata che Attila avrebbe paura a visitare. Anzi no, Attila già è venuto a Napoli.



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