Da Napoli uno studio rivoluzionario per la storia dei tumori

Paola Palmieri
Da Napoli uno studio rivoluzionario per la storia dei tumori
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Uno studio sulle mummie aragonesi rivela che i tumori esistevano già nel ‘400.

Lo studio è stato fatto sulle mummie custodite all’interno della sagrestia di San Domenico Maggiore e ha rivelato che il tumore esisteva già tra il 400 e il 500.

 

Lo studio, effettuato dell’equipe della Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa diretta da Valentina Giuffra e pubblicato sulla rivista internazionale «Lancet Oncology» ha confutato ciò che fino ad ora è sempre stato ipotizzato cioè che il tumore sia una malattia del mondo attuale, provocata dall’inquinamento o dallo stile di vita moderno.

 

Gli studiosi analizzando con moderne tecniche istologiche, immunoistochimiche e molecolari le mummie conservate nella sacrestia di San Domenico Maggiore, hanno scoperto tre casi di neoplasia maligna in persone tra i 55 e i 70 anni: un carcinoma basocellulare (ovvero un tumore cutaneo) che ha colpito il volto del duca Ferdinando Orsini di Gravina (circa 1490-1549), un adenocarcinoma avanzato del retto nella mummia del re Ferrante I di Aragona (1424-1494) e un adenocarcinoma del colon in fase iniziale di infiltrazione nella mummia del principe Luigi Carafa di Stigliano (1511-1576).

 

Gino Fornaciari, docente napoletano che studia le mummie ha affermato: “sono scoperte estremamente importanti perché non solo rappresentano tre dei cinque tumori maligni dei tessuti molli mai diagnosticati in paleopatologia, ma sono stati tutti diagnosticati in una stessa ristretta popolazione, quella della corte aragonese della Napoli rinascimentale a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento”.

(Fonte il Mattino.it)



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