Cuma, l’Antro della Sibilla diventa immersivo con l’installazione “Ad Undas”
"Ad Undas" trasforma l’Antro della Sibilla: un’esperienza multisensoriale tra archeologia, dati scientifici e racconto mitologico.
Un viaggio nel cuore della terra, dove il mito incontra la tecnologia e il passato dialoga con il futuro. Al Parco Archeologico di Cuma è ancora possibile vivere “Ad Undas”, un’installazione multimediale immersiva che trasforma uno dei luoghi più visitati dei Campi Flegrei in un’esperienza unica. C’è tempo fino a domenica 7 giugno per lasciarsi guidare in questo percorso che porta letteralmente “alle onde”, dentro e oltre la storia.
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Un nuovo modo di leggere il patrimonio archeologico
“Ad Undas” nasce dall’incontro tra ricerca scientifica e linguaggi contemporanei. L’installazione offre la possibilità di visualizzare in modo completamente inedito gli spazi delle cavità del sito archeologico, tra cui il celebre Antro della Sibilla, attraverso una combinazione di narrazione mitologica, modelli numerici e flussi di dati provenienti da una rete sensoristica avanzata. Il progetto mette in relazione discipline diverse – geologia, architettura, informatica, arti visive – insieme ai segni della cultura materiale delle civiltà che hanno abitato questi luoghi, restituendo al visitatore una visione complessa ma accessibile del sito.
Alla base c’è un lavoro articolato di raccolta e integrazione dei dati: rilievi con laser scanner, droni, satelliti e sistemi di monitoraggio ambientale vengono elaborati in piattaforme digitali avanzate, trasformandosi in immagini e ambientazioni immersive.

Il mito della Sibilla e il richiamo dell’acqua
A guidare l’esperienza è il racconto simbolico, profondamente legato alla tradizione classica. Il titolo stesso richiama Virgilio: “Di qui la via alle onde”, un passaggio che introduce il visitatore nel mondo della Sibilla Cumana.
“Alle Onde” si affida la Sibilla, svelando il suo legame con l’acqua, elemento generativo di saggezza e verità nascosta. È attraverso l’acqua che il divino si manifesta, capace di rinnovare la conoscenza e di aprire le porte a una dimensione invisibile. Un elemento che riporta l’uomo a una condizione primigenia, intima, profondamente connessa alla terra e alle sue origini.
All’interno dell’installazione, questo dialogo tra mito e scienza prende forma attraverso suoni, immagini e ambientazioni che accompagnano il visitatore in un’esperienza immersiva e coinvolgente.
“Ad Undas” è un’occasione preziosa per riscoprire Cuma e il suo patrimonio da una prospettiva diversa, dove il sapere scientifico si trasforma in esperienza e il mito torna a parlare con linguaggi contemporanei.
L’installazione è prodotta dal DiSTAR – Università degli Studi di Napoli Federico II e dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Concept e testi: Leopoldo Repola. Comitato scientifico: Fabio Pagano e Leopoldo Repola. Coordinamento: Marzia del Villano, Marida Salvatori e Marialaura Iadanza. Survey e 3D modeling: Leopoldo Repola e Maria Alessandra Letizia. Visaul e Multimedia Design: Andrea Maioli e Leandro Summo. Sound Design e Music Production: Antonio Addabbo, Michele Andreotti e Sina Khorram.


