CTS: variante delta potrebbe portare 30.000 contagiati, si avvicinano le zone gialle
Come in Gran Bretagna la variante delta potrebbe far aumentare sensibilmente il mumero dei contagi. Si pensa a diverse zone gialle.
Sono tante le preoccupazioni del Cts legate alla diffusione della variante Delta, Abrignani, immunologo componente del Comitato tecnico scientifico ha espresso a Repubblica tutti i timori per un aumento dei contagi dovuti all’allentamento delle misure di contenimento.
Così dichiara Sergio Abrignani: “Nessuno sa ancora quanto incideranno, possiamo però dire che si è trattato di un comportamento a rischio. In un lasso di tempo da 4 a 7 giorni vedremo se le infezioni aumentano. E può succedere, visto che si trattava di tanti giovani, cioè persone appartenenti alle categorie meno vaccinate. Noi ci aspettiamo un po’ meno protezione però non stiamo mollando tutto come gli inglesi e poi abbiamo molti meno casi di loro, cioè in media un migliaio contro oltre 30mila al giorno. C’è una variante super diffusiva, – prosegue Abrignani a Repubblica – che prima si è presentata nel Regno Unito e poi in Spagna e Portogallo e che di certo arriverà anche da noi. In questa situazione non piacevole, ci fa star bene vedere che, dove il tasso di vaccinazione è ampio, si è protetti dalle forme gravi. Invece di morire una persona infettata ogni 50, infatti, a perdere la vita è una su mille. Comunque, in un mese e mezzo arriveremo ai loro stessi numeri. Abbiamo però il vantaggio di poter osservare come vanno le cose da loro, visto che siamo circa un mese e mezzo indietro“.
E intanto preoccupa la crescita dell’indice RT che torna sopra quota 1 e in base ai parametri vigenti, seppure contestati dai più, sono già quattro le regioni a rischio la zona gialla: Abruzzo, Campania, Marche e Sicilia.
L’unica arma resta il vaccino. Non è un caso, infatti, che la maggior parte dei contagiati dalla variante delta abbia meno di trent’anni la fascia meno soggetta alla vaccinazione.

