Covid19, il virus si sta modificando e al Sud ha perso la sua aggressività

Paola Palmieri

Secondo uno studio il Coronavirus sta mutando

 

Il virus secondo una ricerca si sta modificando, e non solo muta, ma grazie a queste evoluzioni sta acquisendo capacità di diffondersi in modalità diverse ed è meno aggressivo con il caldo estivo, a riferire ciò in un intervista rilasciata al la Repubblica è Pasquale Mario Bacco, salernitano, medico legale che, con 13 colleghi, per la società itoalo-americana Meleam, ha firmato una indagine sull’evoluzione del Coronavirus durante questi mesi.

 

Secondo il Dottor Bacco, la situazione iniziale è stata sottovalutata, sulla base dei 7mila test sierologici (rapidi) , oltre il 30 per cento del campione in Italia era entrato in contatto con il virus, e quindi sui test partiti a febbraio la cosa pare sia stata sottovalutata, da parte dei nostri comitati centrali, sopratutto con la serie di polmoniti verificatasi da ottobre, in quasi tutto il nord. Tali polmoniti furono definite atipiche dagli stessi medici e a volte ricondotte, erroneamente, a infezioni da legionella.

 

In questo periodo si sta collaborando con alcune università italiane,  la Federico II di Napoli e con l’Ateneo di Milano, dove si possono vedere delle mutazioni genomiche che rappresentano forse dei tentativi del virus di modificarsi per sopravvivere.  E da alcune autopsie sono venute fuori due elementi costanti: lesioni importanti dei tessuti, per processi infiammatori non omogenei; e la formazione di trombi, più o meno gravi. Ed è quest’ultimo fenomeno che, spesso, determina la morte, chiarendo che non sono lesioni causate direttamente dal virus, ma reazioni immunitarie sproporzionate dell’organismo di fronte al virus.

 

Il dottore Bacco inoltre spiega che questo virus non è il più aggressivo mai visto ma è il più fulmineo nel contagio. Convivendo con il Sars-Cov2 in laboratorio, è stato constatato che paradossalmente è debole: molto, se lo si confronta con quello della sua famiglia, il Sars-Cov. Purtroppo tutto è dipeso dal fatto che non si conoscesse il nemico. La mortalità reale dell’infezione Covid 19 è molto meno alta. Infatti se si potesse affrontare oggi i pazienti, con le informazioni di ora, si  eviterebbero la metà dei decessi. Inizialmente si valutavano dannosi gli antinfiammatori, che poi invece si sono rivelati fondamentali e non si userebbe la ventilazione profonda che a volte è stata dannosa. Ora si sa che bisogna ospedalizzare prima che si verifichi la fame d’aria.

 

Bacco continua specificando che tutta la “famiglia” dei coronavirus è molto influenzata dal clima e dall’umidità, infatti in laboratorio, alzando di soli due gradi la temperatura della coltura si è verificata la morte del 52% dei ceppi e la loro conseguente minore “mobilità”. Il Sars-Cov2 che si è espresso nel nord Italia è completamente diverso dalla “forma” che ha agito nel sud Italia. La sua patogenicità crolla rispetto alle temperature invece ad esso ideali. Mentre per quanto riguardi altri paesi caldi come il Brasile in cui ci sono migliaia di contagi  gioca un ruolo fondamentale le condizioni igieniche scarse e la malnutrizione.

 

Inoltre è venuto fuori che il virus ha capacità di farsi “trasportare”, anche per parecchi centimetri, dalle polveri sottili ed affini, aumentando di conseguenza la sua capacità e velocità infettante. Il virus che circola in questo momento al sud e, probabilmente anche tra un po’ al nord, ha una capacità aggressiva minore. Ma la presenza di soggetti a rischio impone di essere accorti nei loro confronti. Con le distanze e con poche ma sicure tutele, fino a settembre probabilmente si potrebbe ritornare ad una vita normale.

 

(Fonte la Repubblica.it)

 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu