Covid, riaperture e coprifuoco: la Cabina di Regia slitta a lunedì

Pressing sulle riaperture da parte del centro-destra, al vaglio nuove metodologie di calcolo del rischio di contagio legate solo all'incidenza.

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Articolo di , 12 Mag 2021

Col monitoraggio di settimana prossima potrebbero cambiare i parametri in base a quali concertare i colori delle regioni, iniziando dall’Rt.

Il nuovo modello di valutazione del rischio di contagio su cui sta lavorando l’ISS si baserebbe sull’incidenza di casi di Covid, confermando l’impostazione con 4 colori per le regioni, con livelli di rischio legati all’incidenza appunto, e mantenimento dei tassi di occupazione dei posti letto. Sarebbe questa la proposta del governo alle regioni. In tal modo, avremmo zona rossa con oltre 250 casi di Covid su 100 mila abitanti, arancione tra 150 e 250 casi, gialla tra 50 e 150, bianca fino a 50. Il passaggio in zona rossa avrebbe luogo anche con occupazione di area ospedaliera pari al 40% e di area intensiva pari al 30%.

La maggioranza di governo è tuttora scissa internamente rispetto ai temi caldi del coprifuoco e delle riaperture. Nello specifico, il centro-destra spinge per riaprire e favorire la ripresa dei settori al momento in stand-by, nonché per eliminare il cosiddetto coprifuoco delle ore 22. Al contempo, da Pd e LeU arriva il monito ad una gradualità nelle riaperture con l’obiettivo di renderle definitive e senza rischi di eventuali passi indietro. E di quest’opinione è anche il presidente del consiglio Mario Draghi.

Il risultato di queste divergenze intestine è lo spostamento della Cabina di Regia tra le forze di maggioranza per l’analisi delle misure in atto a lunedì 17 maggio. Mentre al momento si ventila l’ipotesi che l’unico provvedimento differente sia il posticipo del coprifuoco alle 23.

Lo spostamento della riunione in oggetto è dovuto anche alla necessità di avere dati più significativi alla mano per poter operare una scelta consapevole sulla traiettoria da seguire. In tal senso, i dati che saranno disponibili venerdì forniranno una fotografia solo parziale dell’impatto delle riaperture effettuate il 26 aprile; in quest’ottica, attendere 48 ore può avere conseguenze rilevanti sui parametri da monitorare.

La rotta da seguire sarebbe quindi quella tracciata dal premier a conclusione del summit europeo a Porto: riaperture sì ma nel segno della “ragionevolezza” e “prudenza”.

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