Covid-19: per la prevenzione efficace l’acqua ossigenata secondo uno studio napoletano

Paola Palmieri

Secondo uno studio l’acqua ossigenata è efficace per la prevenzione della diffusione del virus

 

Secondo uno studio effettuato da un team di ricercatori napoletani, l’acqua ossigenata è una sistema semplice ed efficace per la prevenzione della diffusione dei contagi da coronavirus.

 

L’acqua ossigenata utilizzata per la disinfezione delle mucose dell’orofaringe e del naso e del collirio allo iodopovidone per la mucosa dell’occhio, le cui proprietà antisettiche di entrambi i prodotti sono molto note alla comunità scientifica e che, in relazione alla profilassi anti-coronavirus, sono state proposte da un pool di ricercatori napoletani come riportato dalla rivista internazionale Infection Control & Hospital Epidemiology della Cambridge University sul numero di aprile di quest’anno.

 

Antonio Del Prete, docente di oftalmologia all’Università di Napoli Federico II spiega: «Il perossido d’idrogeno, la comune acqua ossigenata, come antisettico del cavo orale, mediante regolari sciacqui della mucosa orale (concentrazione al 3% vol 10) almeno tre volte al giorno e allo 1,5 % mediante nebulizzazione delle cavità nasali, ed infine l’utilizzo dello iodopovidone allo 0,6% istillato come collirio 2 volte al dì».

 

A redigere lo studio assieme a lui i colleghi Arturo Armone Caruso, direttore sanitario dell’Aias di Afragola e Responsabile dell’ Uo di Diagnostica Orl e Citologia Nasale , Antonio Ivan Lazzarino, ricercatore all’Agency of clinical research and medical statistics di Londra, Lucia Grumetto, docente del dipartimento di Farmacia della Federico II e il medico Roberto Capaldi. Da studi sul comportamento del coronavirus è emerso che questo “staziona” sul muco che ricopre le cellule epiteliali per poi progredire fino ad esse e replicarsi. Proprio in questa fase il virus è più debole e può essere aggredito prima che raggiunga la mucosa tracheale che – come dimostrato nei macachi – avviene dopo circa 2 giorni dall’infezione.

 

L’efficacia del perossido di idrogeno sul Covid 19 presente sulle superfici inanimate è già documentata da studi di letteratura e si esplica alla concentrazione dello 0.5% in 1 minuto, così come lo iodopovidone è in grado di distruggere il virus in 1 minuto.

 

Del Prete continua spiegando: «Partendo da tali presupposti si è ipotizzato una efficacia nella riduzione dei contagi da Covid 19 e conseguente riduzione delle ospedalizzazioni dovute a complicanze dell’infezione, mediante gargarismi da effettuare 3 volte al dì per la disinfezione del cavo orale al 3% (ovviamente senza ingoiare) e lavaggi nasali 2 volte al dì allo 1,5% (in considerazione della maggiore delicatezza della mucosa nasale) – spiega ancora Del Prete – L’efficacia del perossido di idrogeno è da ricondursi non solo alle sue ben documentate proprietà ossidanti e di rimozione meccanica, ma anche grazie all’induzione della risposta immunitaria innata antivirale mediante sovraespressione del TLR3 (Toll Like 3), riducendo pertanto complessivamente la progressione dell’infezione dalle alte alle basse vie respiratorie. L’effettiva azione di tale trattamento potrà essere verificata attraverso trial clinici su un ampio numeri di soggetti mediante una significativa negativizzazione dei tamponi in pazienti positivi al Covid 19 senza e con sintomatologia lieve/moderata, immediatamente dopo la diagnosi conclamata di infezione da Covid 19 e conseguente riduzione del numero di richieste di ospedalizzazione».

 

(Fonte il Mattino.it)



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