Covid – 19: milioni persi da alberghi e ristoranti

Valentina Cosentino

 

E’ sicuramente quello turistico il settore più colpito dal lockdown per prevenire i contagi da coranovirus.

A Napoli e in Campania i dati di Confcommercio e Confesercenti parlano di una perdita per gli alberghi di circa 3, 5 milioni di euro e di circa 400 milioni i ristoratori, 50 milioni per il commercio e i collegamenti marittimi (dati per Napoli e provincia). Sono oltre 430 milioni e oltre sono i mancati guadagni per i commercianti campani aderenti a Confesercenti. E questo solo a voler valutare il periodo pasquale.

 

Pasqua blindata con ristorati chiusi e alberghi e b&b chiusi per mancanza di ospiti, m anche nessun guadagno per ristoranti e pasticcerie che in Campania subiscono le restrizioni ancora più rigide di quelle del governo non potendo contare neppure sulle consegne a domicilio.

 

 

Così a Repubblica denunciano le difficoltà il presidente Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo che riunisce 592 mila attività di cui 550 mila chiuse in seguito all’emergenza: “Perdite gravissime per l’economia campana“. E  gli fa eco Antonio Izzo, presidente Federalberghi Napoli che si aspettava di mantenere i livelli dello scorso anno quando l’88% delle camere era occupato: «Ci aspettavamo di mantenere livelli alti anche quest’anno – spiega – comprendiamo la priorità data all’aspetto sanitario ma il calo economico rischia di provocare un altro tipo di tracollo. Siamo delusi dal comportamento del Comune, nonostante i numerosi annunci di abolizione della Tari 2020, di concreto oggi non c’è ancora nulla. Per quanto riguarda l’imposta di soggiorno, continuano ad incassarla. A marzo ammontava a circa un milione. Era stato chiesto solo un differimento dei pagamenti per dare respiro alle aziende ma il Comune non ha ascoltato la semplice proposta. Dalla Regione, invece, dopo l’intervento a favore delle fasce deboli, attendiamo un provvedimento ad hoc per le imprese che hanno un urgente bisogno di liquidità“.

 

Ma tra tante difficoltà una vittoria, si va infatti a fine mese vero al riapertura già concordata di alcune attività come la consegna dei cibi cotti a domicilio che sarà una boccata di ossigeno per ristoranti e pizzerie e la manutenzione degli stabilimenti balneari per essere pronti quando sarà possibili usufruirne.

 

A parlarne è Pasquale Russo, segretario generale Conftrasporto- Confcommercio sempre a Repubblica: “ Siamo in ritardo sulla programmazione per rientrare al lavoro senza rischi per nessuno….Va nella giusta direzione, la riapertura di alcune attività a fine mese se l’andamento dei contagi continuerà a scendere, tra cui la consegna a domicilio di cibi cotti e la manutenzione degli stabilimenti balneari“.

 

Fonte: Repubblica.it



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