Covid -19: inizia al Cardarelli di Napoli la raccolta di plasma iperimmune

Valentina Cosentino

 

Inizia anche al Cardarelli di Napoli la raccolta del plasma super immune che potrebbe contribuire a combattere il virus. Nelle prossime settimane l’ospedale napoletano identificherà i pazienti idonei alla donazione chiedendone la disponibilità.

 

Il caso del plasma iperimmune è fortemente discusso nella comunità scientifica, i dati infatti non ne confermerebbero l’efficacia che invece nei primi temi della pandemia sembrava promettente.

 

L’operazione sarà curata  dall’Unità Operativa Complessa di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale, diretta dal dott. Michele Vacca che così dichiara a proposito dell’efficacia dell’operazione:  “Ad oggi i report pubblicati sono contraddittori, l’unico studio randomizzato con un numero di casi accettabile, peraltro pubblicato su una rivista ad alto impatto scientifico, ha concluso per l’inefficacia di questa terapia. Questo studio è stato però fortemente criticato dalla comunità scientifica europea che ne evidenziato bias importanti. È dunque evidente che la questione è tutt’altro che consolidata”.”In questa fase è doveroso raccogliere il maggior numero di casi e di dati con rigorosissimo metodo statistico e scientifico. Solo così si potrà dare presto risposte conclusive sull’efficacia o meno di questo trattamento. Eviterei invece ogni speculazione o utilizzo inappropriato perché si rischia solo di ostacolare la ricerca, creando grandi suggestioni e, forse, anche false speranze“.

 

E il primo donatore è il dott. Carlo Molino, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia generale e Chirurgia del pancreas proprio del Cardarelli. Il dott. Molino, dopo essere guarito al covid, che ha curato in maniera domiciliare per non gravare sull’ospedalizzazione, ha scelto di donare il suo plasma per contribuire ai trial in corso. Spiega così la propria decisione:  “Il dibattito sull’utilità del plasma Covid è aperto, ma questo plasma servirà proprio a quei ricercatori che dovranno comprendere se e in che modo il plasma iperimmune potrà essere un’arma efficace contro il Covid“.

 



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