Covid 19: alcuni ospedali napoletani testano l’Eculizumab

Valentina Cosentino

 

Ancora una speranza nella lotta al virus arriva da un farmaco denominato Eculizumab, un anticorpo monoclonale prodotto con la tecnologia del Dna ricombinante e approvato per il trattamento di alcune malattie rare. La sperimentazione in collaborazione con ricercatori di Boston è attualmente in corso di sperimentazione negli ospedali Pozzuoli, Ischia, Frattamaggiore e Giugliano per un totale di 20 pazienti.

 

Questo farmaco, parimenti al farmaco antiartrite Tocilizumab, agisce sulla polmonite infiammatoria, ma non nella fase terminale, ma prima che si verifichi.

Gli studi in corso negli ospedali della Asl Napoli 2 Nord saranno pubblicati su riviste di settore tra gli altri  dai tre primari del Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli che stanno lavorando sulla ricerca : Francesco Diurno, primario di Terapia intensiva, Fabio Numis, primario di Medicina d’Urgenza e Gaetano Facchini, primario di Oncologia.

Nella cura si associa all’Eculizumab la terapia con anticoagulanti già utilizzata in diverse sei italiane.

 

Francesco Diurno, primario di Terapia intensiva del Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli così racconta la ricerca: “Già dai primi casi trattati a metà marzo ci ha meravigliato vedere che alcuni pazienti con una condizione polmonare più compromessa presentavano meno difficoltà respiratorie di altri con i polmoni in uno stato migliore  tutti questi pazienti presentavano resistenze del circolo polmonare elevate. Abbiamo ipotizzato, allora, che tale fenomeno fosse legato ad un interessamento del sistema circolatorio polmonare e che il virus potesse provocare fenomeni trombotici nel microcircolo polmonare. Da qui la scelta di trattare tutti i pazienti con una forte terapia anticoagulante adeguata. Tale intuizione è stata di recente confermata dalle prime autopsie su pazienti Covid-19 effettuate in Emilia-Romagana, che confermano un diffuso interessamento del sistema circolatorio periferico polmonare e non solo. Anche se siamo nelle primissime fasi, ad oggi la combinazione degli anticoagulanti con l’Eculizumab ci sta dando risultati interessanti che vogliamo presentare e mettere a disposizione della comunità scientifica internazionale».

 

Continua Fabio Giuliano Numis, primario di Medicina d’urgenza dello stesso ospedale puteaolano: “Stiamo lavorando all’unisono in tutti e quattro gli ospedali dell’Asl Napoli 2 Nord, condividendo terapie, dati, informazioni e riscontri. L’impatto con questa patologia – ha detto  – è stato duro perché tutto era nuovo, tutti noi abbiamo avviato un lavoro di confronto multidisciplinare per poter integrare le competenze e le prospettive. Questo approccio ci sta dando buoni frutti perché ci sta permettendo di sviluppare approcci terapeutici originali, a partire dalla clinica. Le ricerche su questi farmaci nascono esattamente da questo modo di lavorare”.

 

Fonte: corriere del mezzogiorno



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