Coronavirus: prof della Federico II nel team internazionale che ha creato il ventilatore meccanico Mvm

Paola Palmieri

La professoressa Giuliana Fiorillo, della Federrico II tra i creatori de MVM

 

Tra i creatori del progetto MVM, il Milano Ventilatore Meccanico, dispositivo innovativo per la respirazione assistita,  c’è la professoressa Giuliana Fiorillo, della Federrico II. Il progetto è nato in Italia da un’idea di Cristiano Galbiati, di Gssi, Infn e Università di Princeton e sviluppato in poco più di un mese da un’ampia collaborazione scientifica internazionale, ha ottenuto la certificazione Emergency Use Authorization, della Food and Drug Administration degli Stati Uniti

 

MVM è stato creato per essere velocemente prodotto ovunque: è caratterizzato da un progetto ad accesso libero e da un design meccanico semplice basato su componenti di ampia reperibilità sul mercato, così da poter essere prodotto su larga scala, a costi contenuti e nei diversi Paesi. In Italia il progetto ha avuto il supporto di Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Università di Milano-Bicocca, Milano Statale, Napoli Federico II, Pisa, Bergamo, Gran Sasso Science Institute, degli istituti Stiima e Istp del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Con la diffusione del CoViD-19 molti dei Paesi colpiti dalla pandemia  si sono ritrovati senza ventilatori rispetto al numero di pazienti ricoverati,  circa il 6% delle persone che contraggono il CoViD-19 sviluppa, infatti, complicanze polmonari molto gravi, che richiedono l’impiego di un ventilatore che pompi l’ossigeno nei polmoni ed espella l’anidride carbonica quando viene rilasciata l’aria.

L’ideatore Cristiano Galbiati spiega: “Quando, fin dalle prime fasi del diffondersi della pandemia nel nostro Paese, è stato chiaro che molti pazienti avrebbero avuto bisogno di assistenza respiratoria, abbiamo subito deciso di mettere a disposizione le nostre competenze e la nostra capacità di operare in collaborazione per produrre un nuovo ventilatore che potesse contribuire a fronteggiare la crisi”.

L’Università degli Studi di Napoli Federico II è tra i proponenti del progetto MVM con la professoressa Fiorillo, membro del gruppo di coordinamento internazionale che mantiene i contatti con tutti coloro che vogliono offrire contributi, e con i ricercatori/aziende di Paesi terzi che vogliono replicare il progetto. Sotto la sua direzione, un gruppo di ricercatori universitari e dell’INFN è al lavoro su uno dei primi prototipi del ventilatore per effettuare i test di validazione necessari alla certificazione.

 

Giuliana Fiorillo afferma: “Abbiamo seguito Cristian Galbiati in questa iniziativa a scopo umanitario, mettendo a disposizione tutte le nostre competenze e quelle dei nostri collaboratori nel campo dei sistemi complessi basati sull’uso di gas, dell’elettronica e del software di attuazione e controllo” .“Si è trattato di una impresa simile a quelle che siamo abituati a intraprendere per gli esperimenti di fisica fondamentale cui partecipiamo. Siamo in qualche modo allenati a trattare problemi complessi in modo semplificato e a non mollare finché non abbiamo un piano dettagliato per risolverli”.

Ricercatori della Federico II e della sezione INFN di Napoli hanno partecipato ai gruppi di lavoro sulla meccanica del dispositivo, sulla qualificazione del software e al gruppo di analisi dei dati forniti dai prototipi.  Uno dei primissimi è stato installato nel laboratorio DarkSide diretto dalla professoressa Fiorillo, dove è stato possibile verificarne il funzionamento grazie al supporto dei servizi tecnici di UNINA e alla disponibilità di un simulatore polmonare generosamente prestatoci dall’ingegnere De Simone della MedicAir, una azienda che normalmente lo usa a scopi didattici presso gli ospedali della regione e per l’assistenza domiciliare ai pazienti.
“La certificazione Emergency Use Authorization della FDA ottenuta dal ventilatore progettato costituisce un successo importante perché questo sviluppo possa dare i suoi frutti, dimostrando la solidità del progetto per affrontare l’emergenza” – conclude Fiorillo.

 

(Fonte la Repubblica.it)



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu