Coronavirus: gli effetti sul turismo in Campania

Paola Palmieri

Coronavirus: crisi economica in molti settori

 

L’epidemia da Coronavirus sta immobilizzando tutta l’economia italiana, e in Campania  più del 45% sono le disdette dei e turisti per il prossimo weekend, tra b&b e alberghi di Napoli, crisi anche per l’industria del cinema, musei e teatri e ristorazione.

 

Ettore Cucari presidente della Federazione Agenti di Viaggio Campania AFFERMA: “Sono oltre cinquemila le disdette dei singoli viaggiatori e turisti per il prossimo weekend, tra b&b e alberghi di Napoli Se l’allarmismo scenderà toccheremo il 30% circa di perdite per Pasqua. In caso contrario, perderemmo il 100%». Confesercenti registra «rischio paralisi e disdette fino al 45%». Preoccupazioni in coro da Federalberghi, Confcommercio, ristoratori e Abbac. Oltre ai mancati introiti già prodotti, il coronavirus tiene l’economia regionale col fiato sospeso: «Facendo un calcolo per difetto – dice Pasquale Russo, direttore Generale di Confcommercio Campania – Considerando la prospettiva di una perdita del 50% circa di posti letto fino a maggio si rischia di perdere in regione oltre un miliardo di euro fra alberghi e indotto. Una prospettiva terribile».

 

Napoli incide per «l’80%» sulla filiera campana. A questo quadro si aggiunge il «dramma» della cancellazione delle gite scolastiche previste in questi giorni. Certa la disdetta di 10mila studenti solo a Napoli. Sono dunque già 15mila i turisti in meno in città in poche ore e il numero è in costante aggiornamento.

 

«Un duro colpo – dichiara Antonio Izzo, presidente di Federalberghi Napoli – Abbiamo perso scolaresche, decine di meeting e congressi, migliaia di room night. La ricaduta economica è grave e in crescita. Abbiamo chiesto alle istituzioni un intervento a sostegno di imprese e lavoratori, magari dal punto di vista fiscale adottando provvedimenti simili a quelli di eventi climatici».

 

«Non risultano cancellazioni di voli a Capodichino a causa del Coronavirus», è invece il dato tranquillizzante che arriva da Gesac. Confesercenti Campania ha chiesto però al governatore De Luca «il riconoscimento dello stato di crisi – dichiara il presidente Vincenzo Schiavo – Sollecitiamo la convocazione di un vertice per assumere provvedimenti immediati a supporto di commercio e turismo. A Napoli si registrano disdette e cancellazioni di prenotazioni dal 35% al 45% fino a maggio. E c’è un blocco di prenotazioni per i mesi successivi, con conseguenze tragiche per Pasqua ed estate che rappresentano il 30-40% degli incassi annuali».

 

Crisi anche per il settore ristorazione: «Nel weekend c’è stata una flessione del 10% nelle duemila attività napoletane – spiega Massimo Di Porzio, presidente provinciale della Fipe – Ma psicosi e panico possono fare più danni del virus. Chi lavora molto col turismo, come il mio ristorante Umberto a Chiaia, è più colpito ». «L’allarmismo ci uccide. Ci hanno annullato due tavoli da 30 – spiega Vitale De Gais, socio di Pizza Vesi Gourmet e di Orange a piazza Vittoria – Due gite scolastiche da Formia e Gaeta. Un danno di 1900 euro di mancati introiti. Se fosse così ad aprile perderei tra i 20 e i 30mila euro al mese».

 

Colpito anche il settore cinematografico e a lanciare l’allarme è l’Agis, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo. “Il blocco di ogni attività di spettacolo nelle regioni del Nord Italia sta generando infatti un impatto economico estremamente negativo, tanto per il crollo dei ricavi da bigliettazione quanto per la drastica riduzione delle paghe degli addetti del settore”, spiega in una nota ufficiale l’Agis. Per l’industria del cinema italiano va dunque dichiarato lo stato di crisi. Questa è la richiesta avanzata al Ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini. È infatti necessario, secondo l’Agis, “un intervento urgente a favore del settore, con lo stanziamento di adeguate risorse”.

 

Il Mibact a scopo precauzionale ha sospeso in tutta Italia, la domenica gratuita al Museo, prevista per il 1 marzo 2020.

 

(Fonte il Mattino.it)



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