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Confiscato alla camorra, diventa una casa per le donne vittime di violenza
A. Silvestri
9 Feb 2026 - 16:18
Foto comune di Napoli

Confiscato alla camorra, diventa una casa per le donne vittime di violenza

Napoli, un bene sottratto alla camorra diventa spazio di libertà e reinserimento per donne vittime di violenza.

Un immobile strappato alla criminalità organizzata che cambia destino e, soprattutto, significato. È stata presentata questa mattina, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, la nuova casa di semi-autonomia destinata a donne vittime di violenza, tratta e sfruttamento, realizzata grazie al riutilizzo sociale di un bene confiscato al clan Grimaldi e assegnato al Comune di Napoli. All’incontro hanno preso parte la vicesindaco e assessora all’Urbanistica Laura Lieto, l’assessore alla Legalità Antonio De Iesu, l’assessora allo Sport e alle Pari Opportunità Emanuela Ferrante, la presidente del Consiglio comunale Enza Amato e Tania Castellaccio, in rappresentanza della Cooperativa Sociale Dedalus, che gestirà la struttura.

Un presidio di libertà e autodeterminazione

La casa di semi-autonomia nasce per accogliere donne che hanno già intrapreso un percorso di uscita dalla violenza e che necessitano di un sostegno concreto verso l’autonomia abitativa, lavorativa ed economica. Un progetto strutturato di accompagnamento, fondato su accoglienza, supporto psicologico, orientamento legale e inserimento professionale. La Cooperativa Dedalus ha curato la riqualificazione funzionale dell’immobile e illustrato il modello di accoglienza integrata che caratterizzerà la struttura: un percorso graduale, pensato per restituire alle donne strumenti di autodeterminazione e fiducia. L’apertura di questa casa cela un forte messaggio: dai luoghi del potere criminale possono nascere spazi di riscatto e di cura, capaci di generare una nuova cultura del rispetto e della solidarietà.

Le istituzioni: «Dalla confisca alla restituzione alla comunità»

«Abbiamo costruito un lavoro interdisciplinare tra assessorati – ha spiegato la vicesindaco Laura Lietoper garantire protezione quando necessaria, ma soprattutto programmi di accompagnamento verso una vita autonoma. Le donne sono la maggioranza delle vittime, ma i percorsi sono pensati per tutte le persone che vivono condizioni di fragilità, attraverso assistenza legale, psicologica e sociale». Sul valore del riutilizzo dei beni confiscati si è soffermato l’assessore Antonio De Iesu: «Quando un bene viene restituito alla collettività, si completa un percorso che parte dalle indagini e arriva alla rinascita civile. Il Comune di Napoli ha creato una struttura amministrativa dedicata proprio per garantire che questi spazi vengano utilizzati in modo efficace e coerente con i progetti presentati».

Un focus particolare è stato dedicato anche alla prevenzione culturale. «I casi di violenza sono in aumento, soprattutto tra i giovani – ha ricordato l’assessora Emanuela Ferranteed è fondamentale intervenire anche sul piano educativo, partendo dalle scuole, per costruire relazioni affettive sane e rispettose». A chiudere, l’intervento di Tania Castellaccio, della Cooperativa Dedalus: «Questo bene ha un valore simbolico fortissimo. La violenza non è solo fisica: esiste anche una violenza economica spesso invisibile. Per questo il progetto punta su formazione, professionalizzazione e inserimento lavorativo. L’autonomia economica è uno dei principali strumenti di libertà».

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