Con Cinecittà rinasce l’acquedotto greco-romano, “il Miglio di Pietra” che collegherà la Pietrasanta all’anfiteatro dell’Anticaglia

Paola Palmieri
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Il “Miglio di Pietra” che collegherà la Pietrasanta all’anfiteatro dell’Anticaglia!

 

La Cisterna delle anguille, Sala delle lucerne, Sala delle Onde, Sala delle Religioni, della Preghiera o del Ricovero, sono i nomi scelti per gli ambienti del “Miglio di Pietra” che collegherà la Pietrasanta all’anfiteatro dell’Anticaglia, stanze scavate nel tufo ad oltre 40 metri di profondità.

Un progetto che per anni ha trovato mille ostacoli, tenendo impegnata l’associazione Pietrasanta Polo Culturale Onlus ma finalmente pare sia arrivato ad una conclusione. Il tempio-basilica della Pietrasanta, aggiungerà quindi un percorso nuovo, reso percorribile da pontili su piscine d’acqua dolce, le antiche cisterne che ancora conservano malto e struttura, e tanto altro.

 

Il progetto in attesa delle ultime autorizzazioni comunali snoda il percorso lungo le cavità originali dell’acquedotto greco-romano, attraversando le cisterne più grandi del centro antico, che la Pietrasanta Onlus (Lapis Museum) intende completare con fondi privati, rendendolo interamente percorribile con la collaborazione di Cinecittà, Raffaele Iovine direttore del Polo spiega: «Per animare le cavità, affinché l’esperienza del visitatore possa essere di interazione con la Storia: apprendendo tanto dei vulcani attivi propri di questo sottosuolo come delle civiltà che si sono alternate nel corso dei secoli e che hanno tratto profitto da questo territorio ricchissimo ma molto pericoloso dal punto di vista geomorfologico».

 

Un progetto  che intende anche valorizzare le funzioni che il sottosuolo ha avuto per la città di Napoli che sono molteplici: idrauliche, urbanistiche, sociali, economiche e religiose.

 

 Il sottosuolo, insomma, si presenta come «un grande archivio di tufo che conserva una storia millenaria in un libro di roccia». L’associazione è anche stata autorizzata a realizzare un ascensore.

 

Le cisterne attraversate da passerelle adeguate verranno riempite di nuovo in modo far rivivere l’antico acquedotto per quanto è possibile alle origini, anche con supporti video, illuminazione, scene. E Cinecittà potrebbe realizzare all’ingresso del percorso il frontone del Tempio dei Dioscuri, che è stato sostituito dall’attuale facciata della Basilica di San Paolo Maggiore. Anche per l’interno del ricovero, verranno ricreati degli ambienti in cui si consumavano le scene domestiche dei napoletani che, sotto i bombardamenti, trovavano rifugio nel sottosuolo e vi soggiornavano anche per diverse settimane.

(Fonte il Corriere del Mezzogiorno)



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