“Comme facette mammeta”

“Comme facette mammeta”
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Da un amore immaginato e un talento musicale innato nasce una delle colonne portanti della canzone napoletana. Scritta addirittura nel 1906 da Giuseppe Cataldo e musicata da Salvatore Gambardella.
Il primo proveniente da una  famiglia di ristoratori, con la quale collabora come cameriere e il secondo un semplice garzone di un fabbro, collaborano alla nascita di uno dei capolavori della canzone napoletana, cantata negli anni da i migliori cantautori italiani e internazionali.
Gambardella autodidatta, dotato di un orecchio musicale formidabile musicò diversi testi, purtroppo la sua carriera fu breve infatti morì a soli 40 anni.
Giuseppe Cataldo scrisse diversi testi e per “Comme facette mammeta” fu ispirato dalla sua infatuazione per la sua vicina di casa Vincenzella, però mai corrisposta, cerco in tutti i modi di attirare la sua attenzione, partecipando e avendo riconoscimenti con un’altra canzone alla festa del Carmine, ma lei sposò il fratello Pasquale.
Allora come adesso le più belle canzoni napoletane sono ispirate da  sentimenti veri, amore verace e spesso idealizzato

 

Traduzione in italiano

Quando tua madre ti ha fatto
quando tua madre ti ha fatto
Vuoi sapere come fece?
Vuoi sapere come fece?…

Per impastare queste carni belle,
per impastare queste carni belle…
Tutto quello che ci mise?
tutto quello che ci mise?…

Cento rose incappucciate (ancora chiuse)
nel mortaio mischiate…
Latte, rose, rose e latte,
ti fece al momento!…

Non c’è bisogno della zingara
per indovinare Concetta…
Come ti ha fatto tua madre,
lo meglio di te!…

II
E per fare questa bella bocca,
e per fare questa bella bocca…
Non servì la stessa dose,
non servì la stessa dose…

Vuoi sapere cosa non ci mise?
Vuoi sapere cosa non ci mise?…
Adesso ti dico tutte le cose…
adesso ti dico tutte le cose:

Un cesto pieno, pieno,
Tutto di fragole di giardino…
Mele, zucchero e cannella:
Ti impastò questa bella bocca…

Non c’è bisogno della zingara
per indovinare Concetta…
Come ti ha fatto tua madre,
lo meglio di te!…

III
E per fare queste trecce d’oro
e per fare queste trecce d’oro…
Tua madre s’impoverì,
tua madre s’impoverì…

Bella mia, tu quale moneta!?
bella mia, tu quale moneta!?

La versione di Massimo Ranieri



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