“Comme Barbarea, accussì Natalea”, il significato del detto popolare

L'origine e il significato di un detto popolare che fa riferimento alla vita delle due martiri cristiane santa Barbara e santa Caterina d'Alessandria.

Tradizioni e Curiosità
Articolo di , 13 Dic 2022
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Il Natale è ormai alle porte, si è nel cuore di dicembre e la città metropolitana di Napoli non può che essere intrepida per l’arrivo di questa festività che, in realtà, si vive tutto l’anno. Napoli è il portagioie del Natale, il fiore all’occhiello dell’artigianalità della natività e dell’arte presepiale. Un popolo che passeggia ogni giorno dell’anno tra l’odore ficcante dell’incenso e le vie gremite di presepi e statuette, non può che sfociare la sua fantasia natalizia su un’altra sua grande arte e passione, ossia quella proverbiale. I proverbi napoletani sono sui generis, unici nella propria originalità, in quanto riescono a racchiudere in poche parole un significato molto vasto. Un detto popolare molto interessante da conoscere in questo periodo dell’anno è “Comme Catarenea, accussì Barbarea; comme Barbarea, accussì Natalea”. Scopriamo insieme l’origine e il significato del detto popolare!

L’origine di “Comme Catarenea, accussì Barbarea; comme Barbarea, accussì Natalea”

Questo lungo detto popolare napoletano fa riferimento alle agiografie di due martiri cristiane, ovvero santa Caterina d’Alessandria e santa Barbara. Sono due donne che condividono molti punti comuni della loro vita: entrambe di origine e di famiglia benestante, persero tutto e vennero perseguitate ed uccise in nome della libertà di culto della religiosità cristiana. Sono simbolo della resistenza religiosa dei poveri e degli umili contro i martiri, le opposizioni e le torture dei potenti.

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Sono numerose le ipotesi in merito la loro vita, così come le leggende e le storie popolari che ruotano intorno loro. Verranno riportate le più accreditate e, soprattutto, quelle più utili al fine di comprendere il significato del detto popolare.

Santa Barbara venne decapitata proprio da suo padre Dioscoro, collaboratore dell’Imperatore. Dio, per punirlo del cruento figlicidio, il giorno seguente lo fece colpire da un fulmine e così morì sul colpo. Proprio per tale ragione, ad oggi, santa Barbara protegge gli ombrellai e i fedeli contro la morte improvvisa e le condizioni climatiche tempestose.

Secondo la leggenda aurea, si suppone che intorno il 305 l’imperatore Cesare si fosse recato ad Alessandria per fare una festa in sua onore. Si narra che Caterina si presentò a palazzo nel bel mezzo dei festeggiamenti, in cui si eseguivano riti pagani sacrificando gli animali e, talvolta, pure i cristiani. Parecchi di quest’ultimi, terrorizzati dalla loro ipotetica sorte, si convertirono al culto degli dei. L’imperatore restò subito colpito dalla grazia e dalla bellezza di Caterina, tanto da convocare un gruppo di retori ordinandogli di convincere la giovane nobile a convertirsi e diventare sua sposa. I retori, applicando la loro eloquenza, tentarono l’impresa ma la fallirono. Caterina, di conseguenza, venne condannata a morte da Cesare e perì sulla ruota dentata. A seguito della sua terribile morte, il cielo limpido improvvisamente s’incupì e scese un fulmine che spaccò in due la ruota dentata.

Il significato

Un’altra similitudine che le due sante condividono è, appunto, la reazione avversa del cielo a seguito delle loro morti. Proprio sulle condizioni climatiche, non a caso, si basa il detto popolare napoletano che vuole significare letteralmente ciò: come sarà il giorno di santa Caterina d’Alessandra, così sarà il giorno di santa Barbara; come sarà il giorno di santa Barbara, così sarà il giorno di Natale.

Secondo il proverbio sul meteo, quindi, il giorno della ricorrenza di santa Caterina d’Austria, 25 novembre, il giorno di santa Barbara, 4 dicembre, ed il giorno di Natale, 25 dicembre, saranno accomunati dalla medesima condizione climatica.

Il giorno di Natale, data della nascita di Cristo, condivide uno stretto legame con le ricorrenze delle due martiri e proprio per questo il clima sarà il medesimo per tutti e tre i giorni.

 

 

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