L’importanza di chiamarsi Esposito, il cognome più diffuso a Napoli

Curiosità
Articolo di , 11 Giu 2020

Esposito all’appello

 

Molti credono che alcuni cognomi portino le persone a scegliere il lavoro che faranno nel futuro o che in qualche modo influenzino il loro futuro.

 

D’altra parte molti cognomi nascono dalla professione che si eseguiva o dal luogo di provenienza come
Notaro o Barbieri, arrivando quasi al limite tra normalità e Paperopoli, dove il cuoco si chiamava Cuochino e il giardiniere magari Fiorellino.
Il cognome più diffuso a Napoli è sicuramente Esposito.
Questo cognome nasce proprio a Napoli e precisamente per la ruota della Basilica dell’Annunziata Maggiore, dove venivano messi i neonati che non si potevano mantenere, quelli magari nati da un amore galeotto o in età troppo giovane. Da qui il cognome “Esposito” cioè esposto (nella ruota di cui sopra).

 

Questi bambini venivano quindi posti nella ruota e venivano poi presi in cura lasciandogli però qualche segno di riconoscimento proveniente da qualche oggetto che veniva trovato sul bambino in modo che la madre potesse riconoscerlo in caso avesse qualche ripensamento.
Col passare degli anni comunque si decise che il cognome Esposito non venisse più dato agli orfani, ma che invece gliene venisse dato uno di fantasia.
Ad ogni modo questo cognome ha mai perso l’origine di un tempo, non pensate che chiunque si chiami così sia stato adottato o sia passato per la ruota.
E’ sicuramente però rimasto tra i cognomi più comuni della città Partenopea e non, a proposito anche Gus Fring di Breaking Bad si chiama Esposito (Giancarlo)

 

La prima ruota in assoluto comunque nacque in Francia nel 1188 e poi si diffuse nel resto del mondo. La chiusura di queste strutture fu dovuta maggiormente all’incremento dei bambini orfani e spesso esposti alla ruota erano anche bambini leggittimi di famiglie troppo povere.
Oggi questa ruota è stata reintrodotta nel 1952 e nel 2000 in Germania ma vi sono altri paesi che la usano ancora come l’India e il Pakistan.
In Italia invece grazie alla legge dell’anonimato, che permette di partorire in ospedale senza dover dichiarare il bambino, questa ruota non ha più ragione d’esistere ma il problema dell’abbandono infantile non si è risolto infatti a Roma c’è una struttura simile alla ruota dove accolgono bambini abbandonati dalle madri che non si fidano magari nemmeno della legge dell’anonimato.

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