Clementino al Campania Libri Festival: “Il napoletano è la lingua perfetta per fare rap”

Clementino ospite al Teatro Politeama in occasione del Campania Libri Festival. Il rapper napoletano ha condotto una masterclass in cui ha parlato della scrittura musicale.

Arte e Cultura
Articolo di , 03 Ott 2022
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Clementino che fa freestyle nel Teatro Politeama durante il Campania Libri Festival

Clementino ospite alla prima edizione del Campania Libri Festival, la kermesse del libro dal 29 settembre al 2 ottobre nel cuore di Napoli. Il rapper napoletano ha diretto una masterclass all’interno del Teatro Politeama, iniziando i ragazzi delle scuole alla scrittura musicale rap.

Come Clementino si è avvicinato al mondo della musica

“Mi sono avvicinato al mondo della musica a soli 6 anni – ha così raccontato i suoi primi passi l’artista partenopeo – Mi regalarono l’album di Jovanotti “La mia moto” e da lì iniziai ad appassionarmi al genere. Iniziai anche a studiare chitarra ma dentro di me sentivo che non era la strada giusta: puntavo ad altro, avevo bisogno di scrivere e di rappare”. Ed ha poi parlato ai ragazzi seduti nel parterre dei suoi legami con le colonne portanti della musica napoletana: “Pino Daniele è uno dei miei più grandi esempi, insieme ad Enzo Avitabile, Toni Esposito e Tullio De Piscopo. Ricordo quando uscì la mia canzone “O’ viento” e prima di un concerto al Palapartenope mi trovai Pino Daniele in camerino a suonare con la chitarra la mia canzone e a cantarla. È una cosa che non ha prezzo, rimasi senza parole. Lui mi disse che sentiva sua quella canzone perché possedeva le sue pennellate. Da lì avvertì il senso di appartenenza, la comunanza delle radici”. Ed ha anche espresso dei pareri sulla musica rap estremamente commerciale: “Per me la mia musica è sacra. È quanto più ho a cuore, non la sacrificherei per nulla al mondo, neanche per la commercialità. Preferisco essere commerciale facendo il conduttore televisivo ma non cambiando il mio stile per realizzare i soliti tormentoni”.

L’importanza del freestyle nel rap

Si è soffermato, di seguito, nella spiegazione delle tecniche del freestyle, componente essenziale per chi ambisce ad una carriera simile alla sua. Un rapper che non sa fare freestyle è come un calciatore che non sa fare i palleggi. Il segreto per fare freestyle è pensare già alla rima successiva – e poi ha posto il focus sulle competizioni che comporta il freestyle e di come lui le ha personalmente affrontate nel corso degli anni – “Per fare freestyle ci vuole tanto allentamento. A volte si vince, a volte si perde. Ho vinto delle volte in cui avrei meritato di perdere ed anche il contrario. A volte ho vinto perché oltre la performance del mondo c’è il pubblico che di base è più affezionato ad un artista anziché un altro. A volte è meglio perdere qualche gara e restare sulla scena anziché vincere sul momento e poi non avere una carriera continuativa. Io credo che non perderò la mia voce in capitolo perché, come dico nel testo della canzone “O’ vient”, io sono la voce di chi non ha niente. Sono un portatore di un messaggio sociale”.

E in virtù di queste parole ha mandato in visibilio tutta la platea giovanile prima improvvisando delle strofe e poi invitando i ragazzi sul palco a fare lo stesso, sfidandoli amichevolmente. Proprio in materia di scrittura musicale ha compiuto delle riflessioni in merito all’uso della lingua partenopea nei testi rap: Trovo il napoletano la lingua perfetta per fare musica di genere rap, perché i termini napoletani sono tronchi, perdono la vocale finale e terminano per consonante proprio come quelli americani. La lingua napoletana si avvicina molto alla lingua nativa dell’hip-hop”. Ed in merito allo slang, un gergo usato in certe classi o gruppi sociali, a scopo di maggiore espressività, la Iena White ha dichiarato: “Il genere rap è conosciuto per lo slang, perché spesso noi rapper inventiamo dei neologismi, soprattutto nelle gare di freestyle. Personalmente queste nuove parole coniate da noi le vedo sotto un’ottica inclusiva e non esclusiva, perché tutti ci sono possono rispecchiare al loro interno”.

Prima di salutare i ragazzi, il rapper ha riportato l’attenzione sulla scrittura narrativa, saggistica e poetica, protagonista assoluta del Campania Libri Festival. Ha parlato della sua passione per la lettura e, soprattutto, ha rivolto un consiglio ai ragazzi: “Leggere è importante. Non precludete questa opportunità formativa a voi stessi. Il segreto è scegliere i libri adatti ai vostri gusti personali. Siete appassionati di un cantante rap o di un attore? Benissimo, leggete la sua biografia o autobiografia. È un punto d’inizio – ed ha concluso – Dovete trovare il genere che vi appassioni. Io ad esempio amo i romanzi di formazione”.

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