Ciro e Napoli, molto più di un nome: un’unione indissolubile
Il nome Ciro è protagonista di diversi episodi o aneddoti quasi "iconici", che hanno accentuato ulteriormente il suo legame con Napoli, sancendo un'unione indissolubile.
Tra i nomi più diffusi a Napoli e in Campania, troviamo senza dubbio Ciro. Ma non solo, circa il 67% dei Ciro di tutta Italia risiede nella nostra regione. D’altronde questo è un nome partenopeo per antonomasia: solo pronunciandolo o ascoltandolo, richiama nell’immaginario collettivo la città ai piedi del Vesuvio.
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Oltre ad essere tra i Santi più invocati di Napoli e dintorni, San Ciro – che ricorre il 31 gennaio – è il patrono di Portici, cittadina alle pendici del Vesuvio, dal 1776 ovvero ai tempi dei Borbone. Passando dal sacro al profano, il nome Ciro è stato – nel corso del tempo – protagonista e simbolo di diversi avvenimenti o aneddoti quasi “iconici“, che hanno accentuato ulteriormente il suo legame con Napoli, sancendo un’unione indissolubile.
Ciro è il nome di Mertens e di suo figlio
Quando si parla di Napoli, si parla di pallone. E quando si parla di pallone, si sa, a Napoli siamo sempre un po’ esagerati e capita che ci affezioniamo davvero tanto ai campioni che militano nella nostra squadra, in maniera forse smisurata. A volte, ci spezzano il cuore. Per fortuna, altre volte no. È il caso di Dries Mertens, belga solo sulla carta, che con 148 gol è il marcatore che ha segnato più gol nella storia del Napoli.
9 stagioni in maglia azzurra, due Coppe Italia e una Supercoppa italiana in bacheca, Mertens è praticamente un napoletano d’adozione, tanto da essere stato ribattezzato Ciro quasi dal primo momento. Un amore che Dries ha sempre ricambiato senza freni: nonostante sia andato a giocare al Galatasaray, ha mantenuto la sua casa a Napoli nel meraviglioso Palazzo Donn’Anna, con affaccio mozzafiato sul golfo (come biasimarlo? ndr). Ma c’è di più: Mertens ha chiamato suo figlio, nato dall’unione con Katrin Kerkhofs nel 2022, proprio Ciro. Insomma, ci sembra un legame davvero profondo!
L’orso Ciro
Senza dubbio uno dei giocattoli più innovativi degli anni ’90, l’orso Ciro aveva una caratteristica particolare: parlava in napoletano! Simpatico come pochi altri peluche in circolazione, il tenero orsacchiotto faceva compagnia ai più piccoli al suono di “Uè” e “Jamm bell uagliù”. D’altronde, il suo nome non lasciava spazio ad equivoci.
San Ciro o San Gennaro?
Nell’indimenticabile commedia di Massimo Troisi, Enzo De Caro e Lello Arena, La Smorfia, i protagonisti si ritrovano in Chiesa per chiedere la grazia a San Gennaro. Anche se Lello Arena, nelle sue preghiere, si rivolge anche a San Ciro, scatenando l'”indignazione” di Massimo Troisi, che lo esorta a scegliere tra i due, nel divertentissimo siparietto: “San Gennaro o San Ciro? San Ciro o San Gennaro“? Insomma, per essere equiparato a Faccia Gialla, San Ciro non è decisamente un santo comune!
Il dinosauro Ciro
Ciro è anche il nome che è stato dato al primo dinosauro trovato in Italia, per la precisione a Pietraroja in provincia di Benevento, nel 1980. Considerato il fossile di dinosauro meglio conservato al mondo, Ciro è di origini chiaramente campane e il suo nome la dice lunga sulla sua provenienza.
Sandra Milo e suo figlio Ciro
Uno scherzo di cattivo gusto, diventato una scena cult della televisione italiana anni’90, con protagonista l’iconica Sandra Milo, recentemente scomparsa. Qualcuno pensò di chiamare in diretta televisiva per dirle che il figlio Ciro era ricoverato in ospedale, in gravi condizioni, a seguito di un incidente. La reazione della Milo la ricordiamo tutti. L’urlo “Cirooo, Cirooo” alla telecamera, prima della fuga in preda alla preoccupazione, è impresso nella memoria di tutti noi.
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