La Ciorta a Napoli, una forza imprevedibile e accidentale

La fortuna, a Napoli, è questione di ciorta: una forza imprevedibile e accidentale che ha sia accezione positiva sia accezione negativa.

Tradizioni e Curiosità
Articolo di , 26 Set 2022
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Ogni persona, indubbiamente, è un mondo a sé. Se è vero che ogni capa è nu’ tribunale, ogni essere umano possiede un modo di pensare e di agire completamente e parzialmente differente dall’altro. I napoletani, però, nella loro diversità ed unicità sono accomunati da alcune caratteristiche universalmente condivise nell’ambiente partenopeo ed una di queste è, senza dubbio, la superstizione! Eh sì, tutti i napoletani o almeno la maggior parte sono scaramantici! Per loro è essenziale la ciorta. Quest’ultima può possedere plurimi significati, scopriamoli insieme.

La ciorta, che cos’è

La frase più pronunciata da un napoletano che è in attesa di una risposta o in procinto di compiere un colloquio di lavoro, un esame universitario o qualsiasi attività importante quanto determinante per il proprio futuro è la seguente: “Spero di avere ciorta!”.

Il termine ciorta, però, il partenopeo la adopera anche nei discorsi meno speranzosi e più pessimistici. Quando, ad esempio, accade un evento spiacevole e accidentalmente negativo, come può essere qualsiasi circostanza o coincidenza sfortunata quanto inaspettata, esclama con amarezza e forte sarcasmo il seguente epiteto: “Ua, proprio la solita ciorta!”.

Il termine “ciorta”, come si può ben evincere dagli esempi, può essere sia usato in circostanze positive quanto negative. Tutto ciò perché tale termine è l’equivalente della parola “sorte” nella lingua italiana e può indicare sia la fortuna sia la sfortuna, dipende dalle situazioni e dal tipo di discorso in cui la parola viene introdotta. Tout court la ciorta, quindi, è sinonimo di speranza, gioia, ricchezza e buoni avvenimenti dettati da una fortunata accidentalità quanto di destino beffardo, sfortunato e inconcludente. Si tratta di una forza imprevedibile e accidentale che tanto può migliorare la qualità di vita di una persona, tanto può peggiorarla drasticamente.

Quando il napoletano pensa alla ciorta pensa all’imprevedibilità degli eventi e, differentemente da come fa di solito, affida se stesso alla volontà della fortuna e non alla volontà disegnatrice ed infinita della religione cristiana.

L’origine del termine ciorta

La parola “ciorta” sembrerebbe derivare etimologicamente dalla lingua latina, la grande madre di tutte le lingue indoeuropee. Tutto sembra essere nato dal nominativo di terza declinazione “sors” che, non a caso, si traduce in destino, sorte ed oracolo. Da tale termini in lingua italiana, di seguito, con il subire l’influenza e la variazione dei vari dialetti giornali, si è giunti alla coniazione del termine “ciorta“.

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