Ci vuole Arte per circolare!

Grande Napoli
Ci vuole Arte per circolare!
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Nella giornata del 12 aprile 2012 è stata inaugurata l’ultima delle stazioni metropolitane in costruzione a Napoli da alcuni anni. La stazione è quella di via Roma e si chiama “Toledo” (che poi sarebbe il nome attuale della via). In sintonia con la linea progettuale alla quale aderiscono le altre stazioni, anche questa fermata assume i connotati di una galleria museale: al suo interno vi sono opere ed installazioni di Bob Wilson, William Kentrige, Achille Cevoli.

Cosi come nelle altre fermate che presentano il design di Gae Aulenti nei saloni della stazione “Università “, le sculture della stazione “Quattro giornate”, o i pannelli recanti le immagini delle personalità  più importanti della cultura contemporanea e moderna della fermata di “Materdei” (F.Nietzsche, W.Benjamin, P.Pasolini…), oppure, ancora, le fotografie post-terremoto che giganteggiano sulle pareti dei binari della stazione “Museo”.

L’infrastruttura è stata perciò definita “Metropolitana dell’Arte”, sebbene esistano luoghi in città  appositamente deputati alla fruizione del momento estetico-artistico (Ah no, scusate: non si sa che fine farà  il MADRE, forse tutto si spiega)!

E pare essere un vanto per le poltrone di Regione e Comune: tutti ce la invidiano! Pensa un po’. Napoli oggetto d’invidia altrui e non per la cucina o per il paesaggio o per il clima, bensì per i trasporti! La cosa stride con le abitudinarie visioni che Partenope offre di sè. In effetti va fatto un complimento a chi ci ha lavorato, intendiamoci: chi l’ha decorata e non chi l’ha costruita, perchè con gli stessi tempi una burocrazia straniera e un’operatività  anch’essa straniera, avrebbero costruito un tunnel sottomarino per le isole (come avrebbe facilmente intuito l’ex ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini!).

Ma non vogliamo avanzare giuste e plausibili polemiche in questa sede: parliamo solo della bellezza della metro. Dunque la cosa certa è che un treno serve a muoversi e non ad estasiarsi, tuttavia va riconosciuto il contributo che un’affascinante panorama riesce a regalare ad una semplice passeggiata: uno la passeggiatina se la fa in belle strade, con bei palazzi (o anche brutti, basta che piacciano. In quel caso le polarità  bello-brutto s’invertono), oppure in luoghi panoramici, o ancora in luoghi caratteristici come i vicoli o il molo. Detto questo, perchè accanirsi contro la mera utilità  di un oggetto o di una situazione? Che sarebbe il mondo senza arte? Un luogo dove la parola d’ordine è UTILITA’, solo contenuti e niente forme. E allora sarà  “utile” affacciarsi negli interni di queste stazioni, perchè l’occhio un tantino ci gode mentre risale in superficie al ritmo delle scale mobili. Certo non è opportuno abusare di questi concetti. Anzi è indegno. D’altronde viviamo un epoca in cui l’occhio ESIGE la propria parte, anzi quello che l’occhio vede la mano può anche non toccare. “Vedere ma non toccare” come si legge sulle bancarelle. Ma questo non è poi così “utile” in relazione ad una cosa ben riuscita e addirittura invidiata. Quindi facciamo il biglietto (€ 1,20, un po’ caro) perchè un viaggio sotterraneo ed estetico si snoda nelle gallerie sotto al suolo di Napoli. E potete anche toccare, l’architettura si fruisce soprattutto col tatto!

Sarà  veramente interessante, una volta terminati i lavori, la cui tempistica sarà  presto quotata alle agenzie Snai, osservare la nuova mobilità , dalla periferia nord fino al mare, per poi proseguire verso la stazione centrale e risalire verso l’aereoporto e ricominciare da capo. Forse però la vera conquista della cittadinanza riguarderà  altri tempi, quelli della fruizione dei nuovi servizi: attualmente le corse della metropolitana terminano poco prima delle 23. Un coprifuoco che sta stretto: altrove, sebbene esistano diverse modalità  di gestione del lavoro e legislazioni attinenti, si circola con mezzo pubblico in maniera agevole e puntuale quasi 24h. Da riconoscere gli sforzi della giunta comunale che si sta adoperando per rinnovare i piani di mobilità  della città , tuttavia la richiesta proviene da varie fasce d’utenza, giovani e adulti: Napoli vuole vivere anche di notte e soprattutto vuole lasciare l’auto nel garage per muoversi a piedi, sul bus o nella metro. O anche in bici se si può.

Articolo scritto da Gianluca Guarino



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