Chiusura Whirlpool di Napoli, centinaia di posti di lavoro a rischio

Grande Napoli

“L’azienda sta provando a venire meno ai patti. Ci avevano annunciato investimenti, che avrebbero portato nuove produzioni. Ora a distanza di sette mesi ci dice che non è vero niente, sfilandosi da Napoli e rinnegando il patto”. Lo ha detto Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm intervenendo all’assemblea dei lavoratori Whirlpool, che presidiano lo stabilimento da venerdi scorso dopo l’annunciata cessione del sito di via Argine. Secondo Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania, “se il Governo non è in grado di far recedere una multinazionale è un Governo inutile”.
“Nessuno può mettere una croce rossa su questo stabilimento – ha affermato Alessandra Damiani, segretaria nazionale Fim Cisl – c’è un accordo ancora valido”. “Abbiamo davanti a noi una lotta durissima – ha affermato Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom – per contrastare una decisione presa con freddezza, da una multinazionale che non risponde a nessuno”. In apertura qualche momento di tensione con troupe tv.

 

Whirlpool EMEA intende procedere con la riconversione del sito di Napoli e la cessione del ramo d’azienda a una società terza ” in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento e massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano”. E’ quanto ha annunciato l’azienda durante un incontro oggi a Roma tra vertici e rappresentanti dei sindacati per un aggiornamento sul Piano industriale Italia 2019-2021. Immediata la proclamazione di uno sciopero dei lavoratori in tutti i siti italiani del gruppo. Nel pomeriggio dovrebbe esserci un incontro al Mise.
“Non possiamo accettare la chiusura del sito Whirlpool di Napoli: metteremo in campo tutte le azioni necessarie”, dice Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil Campania. Ferma anche la reazione del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: “È urgente e necessario che il Mise apra le porte a questa dolorosa vertenza e che riconosca la necessità del lavoro come una priorità del Sud”.



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