La Chiesa blu nel Rione Sanità vince il Premio Creatività Urbana: da luogo abbandonato a opera d’arte
Da luogo abbandonato a simbolo di rinascita: la Cooperativa La Paranza premiata per uno dei progetti più potenti di Napoli.
Nel cuore del Rione Sanità, uno dei quartieri più identitari di Napoli, c’è un luogo straordinario. È la Chiesa Blu, restituita alla comunità nel 2023 dopo oltre 40 anni di chiusura e diventata un simbolo concreto di rigenerazione urbana e sociale. A riconoscere questo percorso è stato il Premio Creatività Urbana della Regione Campania, assegnato alla Cooperativa La Paranza, protagonista di un progetto che ha trasformato un edificio dimenticato in una delle esperienze artistiche più suggestive della città.
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Un mare di azzurro nel cuore della Sanità
Entrare nella Chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini, per tutti ormai semplicemente la Chiesa Blu, vuol dire immergersi in un universo fatto di luce e colore. Le navate sono attraversate da venti tonalità di azzurro, che dialogano con la luce naturale e richiamano il mare, creando un effetto visivo unico. Oggi la chiesa è diventata una delle realtà più visitate e fotografate di Napoli.
Un progetto nato dal basso
Il recupero della Chiesa Blu è il risultato del progetto “Luce al Rione Sanità”, promosso dalla Cooperativa La Paranza e sostenuto da realtà come Fondazione con il Sud, Intesa Sanpaolo e Fondazione di Comunità San Gennaro. Ma il vero cuore del progetto sono le persone.
A ridare vita agli spazi sono stati infatti i giovani del quartiere, che hanno lavorato fianco a fianco con artisti internazionali come Mono González, Tono Cruz e Giuliana Conte, trasformando il restauro in un vero laboratorio collettivo. Un intreccio di mani, storie e visioni che ha dato forma ad una rinascita condivisa.
I dettagli che raccontano una storia
Ogni elemento della Chiesa Blu parla del territorio e delle sue contraddizioni, ma anche della sua capacità di reinventarsi. Gli altari, realizzati con i legni dei barconi recuperati a Lampedusa, raccontano storie di viaggio e di speranza. A lavorarli sono stati i detenuti del carcere di Secondigliano, aggiungendo un ulteriore livello di significato al progetto. Sulle pareti, tra murales e fotografie, compaiono i volti degli abitanti del quartiere: persone comuni, storie reali, identità che diventano parte dell’opera.
Il riconoscimento della Regione Campania, oltre a premiare il valore artistico del progetto, sottolinea il suo impatto sociale. Alla Cooperativa La Paranza è stato assegnato anche un contributo di 15mila euro, che sarà destinato a nuovi interventi di manutenzione e restauro della chiesa.

