“Chi nun tene coraggio nun se cocca ch’ ‘e femmene belle”, il significato del modo di dire napoletano
Un proverbio amato ed usato dai napoletani. Un inno al coraggio, al lanciarsi, al tentarci, a sfidare l'ignoto. Scopriamo insieme il suo significato nel dettaglio.
Ogni frase napoletana è un proverbio, ogni proverbio ha un significato, ogni significato racchiude un insegnamento di vita. Questa è la lingua napoletana, un insieme eterogeneo e vasto di termini antichi ed espressioni della tradizione orale ben conservate negli anni contemporanei. Tra i proverbi più amati ed usati dai napoletani vi è sicuramente chi nun tene coraggio nun se cocca ch’ ‘e femmene belle. Il merito è dovuto al suo significato che, sicuramente, invita le persone ad essere temerarie.
Scopriamo più approfonditamente il suo significato letterale!
Il significato del proverbio napoletano
Chi nun tene coraggio nun se cocca ch’ ‘e femmene belle significa letteralmente chi non ha coraggio non si addormenta con le belle donne. Questo proverbio possiede sia un significato metaforico, sia uno letterale in senso stretto.
Metaforicamente, il detto partenopeo spiega che nella vita bisogna armarsi di coraggio per raggiungere i traguardi più belli e appetibili. Risulta essere un po’ il rimando del proverbio italiano chi non risica, non rosica. Tale frase può essere applicata ad ogni contesto della vita, è veramente universale e adattabile. Per realizzarsi dal punto di vista lavorativo ed innalzare di livello la propria carriera, per migliorare il proprio status sociale e la qualità dei rapporti umani e sociali, bisogna uscire dalla propria zona di comfort. Risulta comodo e rassicurante, sicuramente e comprensibilmente, restare ancorati a delle quotidiane certezze che garantiscono una tiepida serenità, ma proprio questa serenità che risulta essere così essenziale e imperdibile è in realtà una velata gabbia d’oro che, per effetto specchio, allontana le cose migliori così come protegge da quelle peggiori.
Per le femmine più belle (le quali indicano metaforicamente le occasioni imperdibili della vita) bisogna lottare, battersi, aspettare e mettersi in gioco. Non sono irraggiungibili, sono soltanto più difficili da conquistare, data la loro bellezza rara ed elevata.
Il significato letterale
Il significato letterale di tale proverbio napoletano rimanda alla sfera amorosa. In quale campo della vita, se non quello sentimentale, occorre agire di cuore, d’impulso, d’istinto e con una passionale irrazionalità? Gli amori più brucianti e travolgenti sono i più difficili, quelli ardui da raggiungere e concretizzare, quelli proibiti da pensare. Proprio per la loro apparante bassa possibilità di concretizzarsi, tanti amori neanche iniziano. Manca il coraggio di dichiararsi, di provarci consapevoli di poter fallire e di poter soffrire. Il timore di soffrire per una delusione determina la sofferenza per rimpianto. Meglio soffrire, quindi, a causa di un rimpianto o di un rimorso? Forse è questa la domanda aperta che ispira tale proverbio napoletano. Il significato di tale detto, però, è più ottimista anzi, è un ottimo consiglio per incoraggiare e donare forza di reattività a chi si sente spaesato e incapace di assecondare i propri istinti.
A volte buttarsi con tutte le scarpe si rivela essere la mossa più adatta e visionaria. Certi amori indimenticabili hanno vita proprio in seguito a dei gesti folli. E siano benedette le follie, strumenti nobili ed anticonformisti per raggiungere la gioia, per tenersi strette le femmine più belle, quelle che si amano follemente con tutto il cuore, quelle senza cui non sarebbe lo stesso… Non sarebbe bello allo stesso modo. Proprio come canta Andrea Sannino in Abbracciame: chi nun tene curaggio ‘int a vita nu suonne o po’ sulo perdere.

