Chi nun nasce nun cresce, un modo di dire napoletano
Alla scoperta di chi nun nasce nun cresce.
Napoli ha una storia tutta sua, tutta particolare.
È una città composita la cui costituzione peculiare è dovuta anche alle dominazioni e agli incontri di Stati avvenuti nei secoli scorsi.
Questi incroci di culture e di costumi hanno modificato il corso del destino di Partenope, andando a contaminarlo in maniera abbondante.
I napoletani hanno infatti fatto proprie le caratteristiche altrui, non assorbendole semplicemente in maniera passiva, ma modificandole in relazione alla loro personalità, arricchendole di spirito e di caratterizzazione.
La saggezza di ogni popolo si è aggiunta e si è fusa a quella appartenente alla terra campana, divenendo quasi infallibile e mistica.
E tutto ciò si è riversato e si riversa all’interno della lingua campana, ricca di mescolanze esplicate mediante termini unici, i quali si incrociano l’uno con l’altro fino a creare delle espressioni e dei modi di dire veritieri e comprovabili.
Tra questi si può annoverare chi nun nasce nun cresce.
Chi nun nasce nun cresce
Chi nun nasce nun cresce è una locuzione napoletana che esprime una saggezza antica.
La frase significa chiaramente che chi non nasce non cresce, sottendendo in realtà che soltanto chi non nasce non arriverà poi a crescere.
Chiunque sia nato, anche nel caso in cui quest’ultimo fosse attualmente un bambino o poco più, immaturo e incapace di gestirsi da solo e di partorire pensieri approfonditi, riuscirà poi a farlo.
Tale frase è utilizzata in varie circostanze e per varie finalità.
Se ne fa uso quando qualcuno è immaturo, a mo’ di speranza ben riposta, suggerendo che quell’individuo fanciullesco, quel Peter Pan nostrano, riuscirà, un giorno, a divenire un adulto.
E si utilizza in relazione allo stupore degli individui di fronte a una crescita apparentemente repentina di qualcun altro, crescita che perciò, mediante tale frase, viene giustificata con l’evolvere naturale degli eventi.

