“Chi m’à cecato!?”, il significato della colorita espressione napoletana

Napoletanità
Articolo di , 10 Feb 2021

 

Ironia, sarcasmo e una buona dose di consapevolezza, collimano perfettamente con i tratti fondamentali che contraddistinguono il popolo partenopeo. In ogni napoletano, esplode un’attitudine caratteriale semplicemente unica che rende, ogni suo attimo speciale. Che lo si voglia attribuire ad una serie di fortunate coincidenze genetiche, o al preziosissimo background culturale di cui ognuno di loro è portatore, i partenopei sanno distinguersi con estrema facilità anche nelle circostanze più proibitive. Sì, perché essere napoletano vuol dire anche avere sempre la battuta pronta; avendo la possibilità di attingere ad un foltissimo vocabolario di detti veraci ed espressioni tipiche. Una delle più amate, oggetto di quest’articolo, è sicuramente “Chi m’à cecato!?”, di cui di seguito esplicheremo il significato; ponendo una particolare attenzione ai toni ideali con cui utilizzarla.

Il significato di “Chi m’à cecato!?” 

È nelle situazioni più scomode che, spesso, ritroviamo come nostra arma vincente solo il carisma e la nostra capacità d’adattamento. Ciò nonostante, specie nei momenti difficili, è facile e, assolutamente legittimo, abbandonarsi ad espressioni di rassegnazione e, semmai, di rimpianto. “Chi m’à cecato!?” vuole essere qualcosa di simile a tutto ciò; pur non perdendo il colore tipico della napoletanità. Tradotto letteralmente dall’italiano, il significato di “Chi m’à cecato!?” corrisponde a “Chi mi ha accecato!?”. Attraverso questo proverbio, tendiamo a rivolgerci ad un’entità terza, nella stragrande maggioranza dei casi astratta che, inconsciamente, ci ha persuasi ad organizzarci nella maniera più sconveniente, sottovalutando il pericolo o la difficoltà delle cose a cui si va incontro. Rimanere tanto accecati, appunto, da non capire di stare per compiere degli errori, talvolta madornali.

 

“Chi m’à cecato!?”, con il suo intento sarcastico e, per certi versi, rassegnato, non vuole assolutamente essere una locuzione rivolta a qualcuno in particolare o, in ogni caso, non tende ad assumere i tratti di una vera domanda. Si tratta piuttosto di un’ammissione esplicita e aperta dello sbaglio che si è compiuto nel seguire un percorso piuttosto che un altro, a causa del quale si è incorsi in circostanze insidiose. Con “Chi m’à cecato!?”, ci si chiede, con una spiccata vena retorica, chi sia l’artefice della disavventura che stiamo vivendo; pur essendo consapevoli del fatto che siamo gli unici responsabili di noi stessi, delle decisioni che seguiamo e delle conseguenze che da esse derivano, nella buona come nella cattiva sorte. I napoletani adorano questa espressione che, da lunghissimo tempo, fa parte del loro linguaggio quotidiano, a prescindere dall’età di chi la utilizza e dalla gravità dei fatti a cui si riferisce.

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