Chello ca nun se fa, nun se sape: la verità dietro il modo di dire campano
Chello ca nun se fa, nun se sape è una grande verità e un grosso avvertimento.
Napoli è una città ricca di meraviglie. È ricca di storia, è ricca di cultura, è ricca di sapienza ed è ricca di costume. E tutta l’abbondanza in questione si riversa all’interno di un elemento caratteristico della regione. Si tratta della lingua. La lingua napoletana si può rappresentare, perciò, come un enorme contenitore della conoscenza e dell’esperienza che sono state raggiunte nel corso dei secoli nella città metropolitana. Tali nozioni si sono tramutate nei lemmi tipici della città, peculiari della zona, i quali con difficoltà possono essere staccati da quest’ultima. E, tali termini, così diversificati, così unici, si incanalano, uno dietro l’altro, a formare delle frasi, che diventano, con la reiterazione e la ripetizione nel tempo da parte dei cittadini, detti, espressioni e modi di dire intrinsecamente napoletani. Tra questi figura: Chello ca nun se fa, nun se sape.
Le frasi che si formano da ciò divengono uniche e dal significato chiaro per i consociati. Meno chiaro lo è, invece, per coloro i quali non abitano la terra campana.
Ogni circostanza della vita quotidiana ha per sé dedicato un gran numero di modi di dire assolutamente calzanti e dall’immediata connessione, per chi li ascolta.
Chello ca nun se fa, nun se sape: perché si usa?
Chello ca nun se fa, nun se sape è un modo di dire molto conosciuto in regione. Il significato letterale equivale a ciò che non si fa non si sa. Il senso ancor più specifico è ciò che non accade non viene scoperto.
Perciò la frase, in realtà, trova il suo fine nel suo capovolgimento. Chello ca nun se fa, nun se sape vuole sottolineare il fatto che ogni cosa che viene compiuta diventerà con facilità di dominio pubblico. Nulla di ciò che accade, soprattutto ciò che ha un’accezione negativa, resta per sempre un segreto, poiché, prima o poi, la malefatta arriverà a galla.

