Castelvetere sul Calore, una terrazza sull’Irpinia

Arte e Cultura
Articolo di , 27 Apr 2021

 

Castelvetere sul Calore affonda le sue radici in un’epoca lontana. Diverse teorie affermano che la nascita del borgo coincida con Aulonia, citata da Virgilio nella sua Eneide, ma le rovine rinvenute rimandano a tutt’altro periodo, quello delle prime invasioni barbariche, con chiari riferimenti ai Longobardi. Si dice che il paese fu oggetto di donazione al monastero di San Benedetto a Salerno nel lontano 991; passato poi al Santuario di Montevergine nel 1167, in tempi relativamente più recenti divenne proprietà di Giuseppe de Beaumont, ultimo barone di Castelvetere ed ultimo padrone del castello attorno al quale ancora oggi si sviluppa l’intero borgo.

Etimologia del nome

Il nome del paesino rimanda senza dubbio al centro nevralgico del paese, essendo castrum (castello) e vetus (vecchio) esplicativi. L’antico castello, edificato dai Longobardi e successivamente ricostruito, divenne la chiesa madre di Castelvetere, un tempo abitualmente chiamato Castello di Santa Maria, in seguito ad una celebre e leggendaria apparizione mariana. L’antico borgo si affaccia sul fiume irpino da cui prende il nome, il Calore, la cui etimologia rimanda alla purezza delle sue acque cristalline, a valle di Castelvetere. Il paese ancora oggi rappresenta una vera terrazza sul paesaggio irpino poiché, dall’alto dei suoi 750 metri sul mare, gode di una vista spettacolare: grazie alla sua altitudine e posizione strategica è possibile ammirare un panorama costellato da circa 28 paesi, tra valli, boschi, campi agricoli e fiumiciattoli.

 

Cosa vedere a Castelvetere sul Calore

Castelvetere, in tempi precedenti rispetto all’editto di Saint Cloud che ufficialmente imponeva l’edificazione del campo santo al di fuori del centro urbano, fu uno dei paesi precursori dei cimiteri extra moenia. Attira, infatti, l’attenzione di numerosi turisti la Cappella cimiteriale, la prima in assoluto commissionata da Ferdinando Napoleone, cugino del noto imperatore.

 

 

Percorrendo i tipici viottoli del borgo, è possibile ammirare la Fontana dello Zoppo, un tempo lavatoio pubblico e la Fontana del Mulinello. Per chi volesse godere appieno dell’incredibile panorama irpino, la chiesa di San Michele offre una vista suggestiva, data la sua altezza, così come il Castello Medievale, che rappresenta il punto più alto di Castelvetere sul Calore.

Il miracolo della neve

Il 28 aprile a Castelvetere sul Calore si celebra la festa patronale di Santa Maria delle Grazie. Il particolare legame che lega la Madonna e il popolo nacque con il “miracolo della neve”: la leggenda narra che intorno all’anno Mille la Madonna apparve in sogno ad una anziana signora castelvetrese, chiedendole di recarsi dalle autorità locali affinché venisse eretta una chiesa a Lei dedicata. L’indomani la vecchierella mantenne la promessa, si recò dalle autorità ma nessuno le diede corda, ritenendola pazza. La Madonna, però, le riapparve nuovamente anticipandole un evento miracoloso: avrebbe fatto trovare la neve nel punto in cui voleva fosse costruito il suo tempietto. Fu proprio la mattina del 28 aprile che gli abitanti di Castelvetere ritrovarono un manto bianco su un prato di mammole. Subito ci si adoperò per far sorgere la chiesetta, ed è proprio in quel punto che oggi si erge il Santuario di Maria Santissima delle Grazie.

Eventi e sagre

Oltre la celebre ricorrenza di Sant’Antonio festeggiata con una spettacolare accensione di falò al centro del paese, il mese di agosto vede Castelvetere sul Calore riempirsi di visitatori grazie alla tradizionale sagra della Maccaronara, pasta tipica del territorio irpino. Organizzata dal Comune, è una delle manifestazioni gastronomiche più famose dell’Irpinia.

Come arrivare a Castelvetere sul Calore

In auto, allo svincolo di Avellino Est verso Montella-Laceno-Lioni si procede fino alla SS 400 diretta a Castelvetere. Dista 22 km da Avellino e un’ora di viaggio in auto da Napoli.

 

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