Il Castello di San Michele ad Avella: la fortezza longobarda che domina l’Irpinia
Un viaggio alla scoperta di un tesoro senza tempo a pochi passi da Napoli
I borghi dell’entroterra campano custodiscono un patrimonio inestimabile, fatto di storie antiche e tesori che i residenti tramandano e proteggono con orgoglio. Una delle testimonianze più affascinanti si trova ad Avella: il Castello di San Michele, un’imponente fortezza longobarda situata sulla sommità di una collina.
La storia
Costruita dai Longobardi nel VII secolo, la fortezza sorge su una collina che un tempo ospitava l’antica acropoli di Abella, una città celebre fin dall’antichità per la produzione delle nocciole. In seguito alla conversione del popolo longobardo al Cristianesimo, il castello fu dedicato a San Michele Arcangelo, una figura fortemente venerata da questa popolazione. La vera forza del castello risiedeva nella sua posizione strategica, da lassù era possibile controllare l’intero territorio.
La struttura oggi
Ciò che resta oggi di questo capolavoro del passato è una imponente torre cilindrica, collegata al dongione, la principale struttura difensiva della fortezza. Questa, risalente all’epoca angioina, era alta 20 metri e si sviluppava su tre piani interrotti da feritoie e finestre, a eccezione del piano terra che, completamente cieco, veniva utilizzato come magazzino. L’ultimo livello era sormontato da una cupola emisferica dotata di una botola rettangolare, l’unico accesso per salire al primo piano, da cui si poteva poi entrare nel palazzo feudale e raggiungere gli altri livelli della torre, oggi purtroppo privi dei solai originari. A protezione del castello si snodano due cinte murarie che seguono l’andamento scosceso del pendio: la più antica, di epoca longobarda, si sviluppa in forma ellittica, mentre la seconda, di matrice normanna, presenta un profilo poligonale. Lungo le mura si conservano ancora dieci semitorri, tra le quali emergono numerosi blocchi di tufo che un tempo costituivano il tessuto delle unità abitative interne. Tra le strutture meglio conservate spicca, inoltre, un’antica cisterna per la raccolta dell’acqua.
Ritrovamenti importanti
Tra i ritrovamenti più importanti legati al sito del castello il Cippus Abellanus, una lapide calcarea risalente al 150 a.C. e oggi custodita nel Seminario Vescovile di Nola, che racchiude la stipula di un accordo ufficiale tra le antiche città di Abella e Nola. Questo trattato serviva a definire i precisi confini territoriali tra i due centri e a regolare la gestione comune di un santuario d’epoca romana dedicato ad Ercole, che le due comunità condividevano e veneravano.
Il Castello di San Michele ad Avella è uno dei luoghi più suggestivi dell’intera Irpinia. Ammirato dal basso, rivela subito la sua maestosità, permettendo di delinearne perfettamente l’antico perimetro difensivo. Altrettanto incantevole è l’esperienza una volta quassù: passeggiando tra le rovine storiche, lo sguardo si perde in un panorama mozzafiato, sospeso tra i fitti uliveti che abbracciano la fortezza, i tetti del borgo che dal basso la guardano solennemente e il profilo dei Monti del Partenio, che chiudono la scena come una perfetta cornice naturale.

