Castello Giusso: l’oscura leggenda del fantasma che ne infesta le mura

Arte e Cultura
Articolo di , 16 Dic 2020

 

Eretto alla fine del XIII Secolo, il castello Giusso nacque come struttura militare e residenziale. Sita a Vico Equense, la fortezza ha subito diverse trasformazioni negli anni, vedendo il suo stato originario profondamente alterato. Oggi, il maniero è entrato a far parte dell’immaginario collettivo con il nome di uno dei suoi proprietari ed è adibito a tenere cerimonie, meeting e prestigiose esposizioni d’arte. Con 700 anni di storia alle spalle, l’edificio risulta essere circondato di miti straordinari e oscure leggende. Tra le storie più suggestive riguardo il castello Giusso, occorre citare quella del fantasma che ne infesta le mura.

 

Prima di scendere nei particolari della leggenda, però, è opportuno fornire del contesto. Storia vuole che Carlò II d’Angiò edificò il castello. Lo scopo della fortezza, sarebbe dovuto essere quello di difendere il borgo di Vico Equense e di ospitare la famiglia reale nei mesi estivi. In molti, tendono a dibattere sulle origini del castello, affermando che, in realtà, fosse stato costruito dal feudatario Sparano di Bari, per ospitare soldati, viveri e munizioni per l’esercito, sotto finanziamento del re angioino. Come precedentemente accennato, col passare dei secoli, diverse persone hanno abitato il castello. Fu la famiglia Giusso, che lo abitò dal 1822 al 1934 a recare le modifiche più significative, ridipingendolo del caratteristico rosa salmone con cui, l’edificio, si presenta oggi.

Chi sarebbe il fantasma del castello Giusso? 

Secondo la leggenda, ad infestare le mura del castello Giusso di Vico Equense, sarebbe il fantasma della Regina Giovanna I d’Angiò di Napoli. La sovrana, fu una delle prime donne europee a regnare per diritto dinastico. Succeduta a suo nonno, Roberto d’Angiò, dato il decesso prematuro del padre Carlo, Duca di Calabria. Giovanna I, detta La Pazza, sarebbe stata un’amante insaziabile, solita uccidere gli uomini con cui era stata. Che si trattasse di nobili o di plebei, gli uomini procuratele dai suoi funzionari, sortivano il medesimo, infausto, destino. La Regina aveva sviluppato questo modus operandi affinché le sue relazioni extraconiugali non trapelassero.

 

La sovrana avvelenava le sue vittime o gli tendeva trappole mortali all’interno del castello. Sembrerebbe che la donna sia stata, tra l’altro,  mandante della congiura ordita contro il primo marito, il Duca Andrea di Calabria. Figlio di Re Carlo Roberto d’Ungheria, l’uomo era cugino di Giovanna, ella gli fu promessa in sposa sin dalla tenera età, quando il primo aveva 7 anni e la seconda 6. Andrea trovò la morte ucciso da un gruppo di congiurati nella notte del 18 settembre del 1345, nel Castello di Aversa. La Regina ordinò un’inchiesta sul misfatto, probabilmente per coprire le sue presunte responsabilità; depistando i sospetti di Papa Clemente VI.

La leggenda dello spirito che infesta le sale della fortezza

La leggenda di Giovanna I d’Angiò cammina di pari passo con quella di Giovanna II, analoga, secondo la quale la donna avrebbe fatto uccidere i suoi amanti gettandoli nel pozzo segreto del Maschio Angioino, dimora di alligatori e feroci animali acquatici. Sì come vedova nera, Giovanna I d’Angiò uccideva i suoi amanti a sangue freddo dopo aver condiviso il letto con loro. Uno scherzo beffardo del fato, però, la condusse alla morte. La Regina cadde in uno dei suoi stessi tranelli e, da allora, il suo fantasma inquieto, infesterebbe le sale del castello Giusso.

Castello Giusso oggi 

Oggi, rimane ben poco della fisionomia originale del castello. Ciò nonostante, sono ancora visibili la cinta muraria ed una meravigliosa terrazza sul mare. Dopo numerosi lavori di restauro, nel XVII Secolo il castello divenne una residenza signorile. Giardini ricostruiti e adornati con grotte, fontane e piante secolari costituirono l’esterno di Castel Giusso. Anche gli interni furono impreziositi, per poi subire ulteriori opere di restauro con l’acquisizione dell’edificio da parte di Luigi Giusso. Tra le curiosità più affascinanti sul castello che, ricordiamo ospitare oggi cerimonie ed eventi di elevata caratura, è opportuno citare il fatto che il giurista napoletano Gaetano Filangieri avesse deciso di trascorrere lì i suoi ultimi giorni, convinto che l’aria di Vico Equense l’avrebbe aiutato nella lotta alle malattie da cui era affetto. Il giurista trovò la morte tra le mura della fortezza il 21 luglio del 1788.

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