Anche Napoli ha il suo castello gotico: Castello Aselmayer

Valentina Cosentino

Castello Aselmayer, con le sue torri, le sue finestre in pieno stile gotico è sicuramente una delle costruzioni più fantasiose che Napoli possa vantare.

Impossibile non farci caso passando per il trafficatissimo incorcio del Corso Vittorio Emanuele, in più il semaforo sembra messo lì apposta per costringere tutti a fermarsi ad ammirarlo: è  Castello Aselmayer, splendida quanto insolita architettura.

Il palazzo per essere strano in effetti è strano, un castello medievale abbarbicato alla roccia in pieno centro, bello forse, o forse no, qualcuno lo trova di gusto quantomeno discutibile. Sicuramente, gusti personali a parte, è un edificio che vale la pena conoscere meglio.

In realtà, a dispetto delle apparenze che lo fanno sembrare costruito in pieno medievo, l’edificio risale fine dell’ottocento, come recita la targa fuori il portone. E’ noto come CatelloAselmayer, dal nome del suo primo proprietario, Carlo Aselmayer, ma è opera di uno degli architetti più visionari che sia mai passato per Napoli: Lamont Young.

L’idea dell’archietto era quella di costruire un albergo che dominasse la città; a sue spese acquistò i terreni e iniziò la costruzione di questo edificio, cambiando più volte in corso d’opera l’idea inziale ampliando e modificando il progetto originale. Ad un certo punto mentre ancora ne completava l’edificazione, come nella migliore tradizione si trovò a corto di finanze e fu costretto e cedere la proprietà appunto a Carlo Aselmayer che ne fece sua dimora privata.

Il visionario Lamont Yauong, cui si devono altri incredibili progetti, alcuni mai realizzatri, come quello per una metropolitana che servisse l’intera città, aveva immaginato la costruzione come un castello gotico e tale, infatti, sembra.

Alla struttura di base, che si ispira al gotico inglese, con archi ogivali, torri merlate e sporgenti si fondono stutture ceh ricordano da viciono l’architettura liberty. I materiali mescolano il legno delle strutture interne alla pietra lavica nera bugnata dell’esterno, che va a contrastare con il tufo giallo napoletano della collina circostante.

La struttura si sviluppa su più livelli terrazzati e in più corpi di fabbrica via via aggiunti alla costruzione principale. Una volta entrati  e saliti all’ultimo piano della struttura principale, si apre un mondo fatto di giardini pensili comunicanti e palazzine riccamente affrescate e maiolicate. Un corridoio con finestre dal taglio irregolare regalano una vista sul golfo tra le più belle della città.

Oggi il castello è frazionato in diversi appartamenti privati, che godono di un panorama  a 360° sulla città.

 

 



Comments to Anche Napoli ha il suo castello gotico: Castello Aselmayer

  • Ma si può visitare? So che li si c’è anche una sorta di piccolo pantheon diciamo… ?

    Francesca 20 gennaio 2017 8:32 Rispondi

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