L’edificio più Green d’Italia è stato inventato e costruito in Campania

Eliana De Leo
L’edificio più Green d’Italia è stato inventato e costruito in Campania
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Porta il nome di qualcosa di altamente tecnologico, anzi futuristico, ci riporta la memoria a Star Wars o alle orecchie a punta di Spock. Si chiama, infatti nZEB ed è un edificio sperimentale ad impatto energetico (quasi) zero. Il suo nome è, infatti un acronimo e sta per nearly Zero Energy Building, si trova a Benevento ed ha visto la luce proprio pochi giorni fa, in un’area di proprietà dell’Università degli Studi del Sannio.

Il tema degli edifici a basso fabbisogno energetico è, da ormai molti anni, oggetto di dibattito, ma è anche materia studio e sperimentazione. Anche in Italia, infatti, a partire dal 31 dicembre 2020 (31 dicembre 2018 per gli edifici pubblici), tutti gli edifici di nuova costruzione, con alcune eccezioni, dovranno rispondere a requisiti nZEB, che è uno dei primi test del genere in Italia meridionale, e che consentirà di mettere a sistema innovative metodologie progettuali, costruttive e impiantistiche.

Poco più di 70 metri quadri basati su strategie progettuali orientate alla sostenibilità, alla riduzione dei consumi energetici, all’ottimizzazione del sistema involucro-impianti. Non solo ecosostenibile: nZeb è anche intelligente. Grazie alle più avanzate tecnologie domotiche, con l’obiettivo sia di fornire strumenti per l’abitazione ottimale degli ambienti, sia di configurare un Living Lab per il monitoraggio dettagliato delle prestazioni energetiche e ambientali. Tutto controllabile da un tablet o dallo smatphone. Esattamente: dal proprio telefono è possibile capire quanto si sta consumando, con la stessa facilità con cui è possibile accendere o spegnere le luci, gestire l’impianto di climatizzazione e d’illuminazione in funzione delle condizioni climatiche e delle previsioni meteo.

Grazie al cosiddetto internet delle cose, anche gli oggetti di uso quotidiano si rendono riconoscibili possono interagire con l’ambiente circostante comunicando dati su se stessi ed accedendo ad informazioni aggregate da parte di altri. Per esempio, gli elettrodomestici comunicano agli abitanti della casa i dati sul loro consumo.

nZEB nasce come intervento dimostratore in scala reale del progetto di ricerca Smart Case, attuato dal Distretto tecnologico STRESS sotto il coordinamento scientifico del prof. Giuseppe Peter Vanoli del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi del Sannio.

Questa inaugurazione mi rende particolarmente orgoglioso in quanto Stress ha dimostrato che è possibile lasciare al territorio “oggetti concreti” come risultati dei progetti di ricerca industriale finanziati con i fondi strutturali europei. – nZEB è stata costruita con i fondi del Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività (Pon) del ministero dell’Università e Ricerca –  Di questo ringrazio in particolare l’Università degli Studi del Sannio e i Soci che hanno lavorato sull’nzeb: il Dipartimento di architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e le imprese Socie quali Graded, ETT, Rina Consulting, Sea Costruzioni e TME” dichiara Ennio Rubino, Presidente del Distretto STRESS sul sito di Uni Sannio.

Insomma, siamo lontani dagli scenari futuristici di case che ti lavano i denti ed infilano i calzini quando si è ancora incapaci di intendere la mattina appena svegli o dalle navicelle spaziali di Star Trek, ma in Campania abbiamo compiuto un bellissimo e comunque quasi fantascientifico passo avanti verso un futuro più sostenibile e green. Lunga vita e prosperità!



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