Carusiello: origine e significato del termine napoletano

Il carusiello, alla scoperta di un peculiare termine napoletano.

Napoletanità
Articolo di , 03 Mag 2021

 

L’italiano e il napoletano sono in realtà molto coesi. E a riprova di ciò c’è il fatto che le due lingue ospitino parole molto vicine tra loro. Tante di quelle napoletane sono nate partendo da quelle italiane. Ma sorprendentemente ce ne sono alcune le quali, figlie del gran successo ottenuto da determinati termini napoletani, sono nati come conseguenza proprio di questi ultimi.

 

Esistono poi, ancora, delle parole che fondono forme dialettali e lingua nazionale, camminando su flebili fili divisori. La diffusione di alcuni termini infatti avviene su scala così vasta e procede assolutamente così contemporaneamente che, col tempo, diventa difficile stabilire se sia nato quello dialettale dall’italiano o quello italiano dal napoletano.

 

Tra questi casi rientra senza dubbio quello creato da “carusiello”.

 

Il carusiello, in Campania, è il salvadanaio. Si tratta perciò di ciò che consente a colui il quale ne fa uso di mettere da parte un gruzzoletto di soldi, ben conservati all’interno del contenitore quale è proprio il carusiello. Spesso il carusiello napoletano è composto da un materiale solido e resistente, il quale, per consentire al danaro al suo interno di fuoriuscire, necessita di essere rotto del tutto. Per questo motivo è fondamentale per il suo proprietario avere la certezza di voler estrarre il contenuto e di volerlo utilizzare, liberandosi di quanto conservato nel tempo con tanto sacrificio e soddisfazione.

 

Il carosello italiano, che ben ricorda il carusiello napoletano , ha però un significato differente. In questo caso ci si riferisce agli storici tornei che vedevano invischiati dei cavalieri, riguardanti particolari giochi, molto confusionali.

 

Nella lingua madre, nel latino, era presente un termine, cariosus. Il vocabolo significava “rasato, glabro”. E ciò si legherebbe per l’appunto al carusiello napoletano. La pelata tipica delle persone calve ricorderebbe perciò la lucidità e la compattezza, assieme all’uniformità, della parte esterna del carusiello, spesso dalla forma sferica, composto da lucida e piatta terracotta.

 

Il caruso, infatti, in napoletano significa proprio ciò: testa rasata. Per questo motivo, il carusiello equivarrebbe a una piccola testa priva di capelli.

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