Campi Flegrei, scoperto il “motore” del bradisismo: un serbatoio nascosto tra i 2,7 e i 4 km di profondità
Uno studio di Cnr, Ingv e Steam individua nell’acquifero intermedio la causa dei sollevamenti del suolo: niente magma, ma resta il rischio di esplosioni idrotermali e colate di fango.
Campi Flegrei, uno studio ha analizzato il fenomeno del bradisismo identificandone il “motore” . Secondo una ricerca firmata Cnr-Igg, Ingv e Steam, il responsabile si trova sotto la Solfatara, tra 2,7 e 4 chilometri di profondità: è l’acquifero intermedio, un serbatoio idrotermale che si riscalda e si pressurizza lentamente. Questa spinta verso l’alto provoca l’innalzamento del suolo e le crisi periodiche registrate dal 2005.
Indice dei contenuti
Non è magma, ma il rischio resta
La scoperta, pubblicata sulla rivista Solid Earth, chiarisce un punto fondamentale: il fenomeno non è alimentato direttamente dal magma. Tuttavia, la pressione nell’acquifero può causare esplosioni idrotermali, con possibili colate di fango bollente e detriti che potrebbero raggiungere la costa, come accaduto in passato. Questi eventi sono difficili da prevedere perché spesso non mostrano segnali anticipatori.
Monitoraggio costante e nuove idee
I ricercatori propongono un monitoraggio continuo di temperatura e pressione dell’acquifero tramite geotermometri e geobarometri a gas. Ma non solo: si ipotizza anche di sfruttare la geotermia, perforando pozzi che permetterebbero di produrre energia pulita, recuperare materie prime come il litio e allo stesso tempo ridurre la pressione nel serbatoio.
Una risorsa e una sfida per il futuro
Le potenzialità geotermiche dei Campi Flegrei erano note già dagli anni Settanta, ma la nuova ricerca offre una base scientifica solida per un doppio obiettivo: contenere il bradisismo e trasformare un rischio naturale in opportunità energetica, nel rispetto della sicurezza e dell’ambiente.

