Campi Flegrei, le eruzioni di Monte Nuovo risalgono al settembre di 500 anni fa: la bizzarra coincidenza
Il Monte Nuovo, risalente all'ultima eruzione dei Campi Flegrei , è nato quasi esattamente 500 anni fa.
L’irrequietezza dei Campi Flegrei è in uno dei suoi periodi peggiori: terremoti da bradisismo sempre più forti si fanno registrare su tutto il territorio coperto dalla caldera, con epicentri tra Pozzuoli e Agnano. L’ultima scossa, risalente a stamattina, è la più forte mai registrata durante gli ultimi 40 anni: corrisponde a 4.2 di intensità. Nessun danno a cose e persone è stato registrato, ma la frequenza inizia ad inquietare gli abitanti delle zone flegree nonché l’intera città.
Sul sito dell’INGV è possibile trovare un’informazione molto interessante: 500 anni fa, in seguito a diverse eruzioni, si è formato il Monte Nuovo proprio in corrispondenza dei Campi Flegrei. La dinamica è stata riportata in dettaglio sul sito ufficiale dell’Osservatorio Vesuviano.
Campi Flegrei, l’Osservatorio Vesuviano sottolinea la coincidenza bizzarra: 500 anni fa, nasceva il Monte Nuovo
Il sito ufficiale dell’INGV ha comunicato che – quasi esattamente cinquecento anni fa – le eruzioni dei Campi Flegrei hanno dato vita al Monte Nuovo: si tratta dell’ultima manifestazione “violenta” del supervulcano flegreo. Le dinamiche con cui è nato il Monte sono descritte in dettaglio dallo stesso sito web ufficiale dell’Osservatorio Vesuviano.
L’INGV conferma: “L’eruzione è durata una settimana ed è stata caratterizzata da tre differenti centri eruttivi ognuno con tre fasi eruttive distinte. Il centro principale era localizzato in corrispondenza dell’attuale cratere mentre i due centri minori in corrispondenza dei versanti meridionale e nord-orientale dell’edifico vulcanico.
La sequenza dei depositi dell’eruzione è stata suddivisa in 5 membri (Di Vito et al., 1987).
L’eruzione è iniziata il 29 settembre 1538 alle 19 e la sua prima fase eruttiva è durata fino la notte del 30 settembre. Tale fase ha prodotto piccole colonne eruttive e continue esplosioni freatomagmatiche che hanno generato correnti piroclastiche. Il membro A è stato deposto in circa 12 ore di attività del centro eruttivo principale e ha costruito gran parte del cono attuale. Il centro secondario, sul versante meridionale dell’edifico, è stato invece responsabile delle esplosioni freatomagmatiche che hanno generato i depositi da corrente piroclastica del membro B lungo il versante. Contemporanee esplosioni stromboliane dai centri secondari hanno depositato il membro C in un’area alquanto limitata. Dopo tale attività seguì una pausa di circa 2 giorni.
L’eruzione riprese il 3 ottobre alle 16 e durò fino alla notte successiva con la deposizione del membro D a seguito di una sequenza discontinua di esplosioni a bassa energia da magmatiche a freatomagmatiche dal centro principale.
Il 6 ottobre l’attività esplosiva riprese alle 16 e durò qualche ora con esplosioni magmatiche di bassa energia in corrispondenza di un piccolo duomo lavico intracraterico accresciutosi durante i due giorni precedenti. In questa fase, durante la quale vi furono 24 vittime avvicinatesi al cratere, si formò il membro E”.

