Campi Flegrei, il nuovo studio: "Una deformazione della roccia potrebbe prevenire la risalita del magma" eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Campi Flegrei, il nuovo studio: “Una deformazione della roccia potrebbe prevenire la risalita del magma”
S. Di Palma
9 Nov 2023 - 13:02

Campi Flegrei, il nuovo studio: “Una deformazione della roccia potrebbe prevenire la risalita del magma”

Campi Flegrei, un nuovo studio potrebbe descrivere con maggior precisione la situazione sismica e il ruolo della risalita magmatica all' interno della caldera

I Campi Flegrei sono al centro di una accesa discussione che sta coinvolgendo i vertici della regione Campania ma anche il ministro Nello Musumeci. Le posizioni dei sindaci e della politica nazionale non si incontrano sulle stesse idee, cercando di preservare ognuno un aspetto del territorio diverso.

Per i sindaci flegrei è importante non creare allarmismi minacciosi per il turismo e le attività locali. Per il governo è, chiaramente, inevitabile cercare di assicurare protezione e azione in caso di emergenza. Un nuovo studio proveniente da Bologna sembra fornire notizie positive per coloro che temono una risalita di magma in superficie.

Campi Flegrei, lo studio di Bologna parla di una deformazione rocciosa molto importante

Lo studio proveniente dall’Università di Bologna in collaborazione con l’ INGV parla di una deformazione rocciosa enorme che impedirebbe la risalita del magma dal sottosuolo flegreo. La deformazione si troverebbe proprio sotto la caldera, a due km di profondità.

Il titolo dello studio, potenzialmente illuminante sulla questione, è The effects of hot and pressurized fluid flow across a brittle layer on the recent seismicity and deformation in the Campi Flegrei caldera. Il paper è  stato pubblicato sul Journal of Volcanology, dando dunque alla questione un certo grado di credibilità.

Anche se il contributo magmatico non può essere escluso, i risultati ottenuti con la modellazione fisica di questa sorgente di deformazione, legata all’arrivo di fluidi caldi e pressurizzati, consentono di spiegare efficacemente sia il tasso di sollevamento che l’andamento della sismicità, senza il bisogno di invocare la risalita di magma negli strati superficiali della caldera dei Campi Flegrei” ha illustrato Massimo Nespoli, ricercatore del Dipartimento di Fisica e Astronomia Augusto Righi dell’Università di Bologna nonché autore dello studio. La roccia, un cilindro di 500 metri e dal diametro di circa 5km, giocherebbe un ruolo fondamentale nella sismicità e nel sollevamento del suolo, ma impedirebbe anche al magma di risalire in superficie.

La presenza di questa sorgente deformativa – dichiara  Nespoli a Fanpage –  era stata evidenziata in passato da studi di tomografia sismica: un’ulteriore conferma arriva ora dall’osservazione di una brusca variazione del rapporto tra il numero di terremoti con magnitudo piccola e il numero di terremoti con magnitudo alta“.

 

 

 

 

 

 

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