Campi Flegrei, direttore Osservatorio Vesuviano: “Meno scosse ma il fenomeno non è finito”
Campi Flegrei, la deformazione del suolo ha rallentato la velocità da un mese e mezzo ma il fenomeno non è finito: "Non ci illudiamo".
Campi Flegrei, la deformazione del suolo ha rallentato la velocità da un mese e mezzo ma il fenomeno non è finito. Con queste parole, estremamente chiare, il direttore dell’Osservatorio Vesuviano Mauro Di Vito, ha parlato al pubblico in occasione dell’incontro a Bagnoli, in vista dell’esercitazione per il rischio vulcanico, prevista per la prossima settimana.
Di Vito, meno sismi ma pericolo inalterato: “Non ci illudiamo”
L’effetto del rallentamento della velocità della deformazione del suolo è visibile a tutti: c’è meno attività sismica, ovvero meno terremoti. Ma: “Il motore della dinamica, cioè il decassamento, sta proseguendo allo stesso modo.” – chiarisce Di Vito, che aggiunge – “Non ci illudiamo che il fenomeno sia finito. Non è cambiato nulla“.
Oggi, il vulcano dei Campi Flegrei continua a trovarsi in una situazione di pericolo che è di lungo periodo: “C’è un livello giallo dal 2012, c’è attività sismica, c’è deformazione del suolo, una forte attività di geotermia, una attività termale molto intensa. Sono tutte le cose che l’Osservatorio misura. Il vulcano sta mostrando una dinamica in corso che noi seguiamo 24 ore al giorno“.
E, a proposito di una potenziale esplosione, Di Vito non ha dubbi: “Io spero di non vedere l’eruzione dei Campi Flegrei, ma è molto probabile che sarà esplosiva, da una bocca che non sappiamo da dove arriverà“.

