Campania zona rossa, ecco cosa si può fare e quali negozi restano aperti

Grande Napoli

I dati forniti dalle Regioni sono compatibili con l’attribuzione delle misure per la ‘zona rossa’ a Campania e Toscana. Lo si apprende da fonti della Cabina di Regia-Iss sul monitoraggio del contagio Covid.

secondo cui Emilia-Romagna, Friuli e Marche potrebbero diventare zona arancione. I dati sono al momento al vaglio del Cts. Per la Campania una conferma è venuta dal sindaco di Napoli il quale ha riferito di averlo saputo dal ministro Speranza. Si è poi appreso che in serata il ministro firmerà un’ordinanza che andrà in vigore domenica prossima

 

Coronavirus, cosa è consentito fare in zona rossa?

Spostamenti in zona rossa

“All’interno dell’area rossa è vietato ogni spostamento, sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi (inclusi quelli dell’area gialla o arancione), ad eccezione degli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute” si legge sul sito. Sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista, e come sempre, è consentito il rientro a domicilio, ma “Senza una valida ragione per uscire, è obbligatorio restare a casa, per il bene di tutti” è la precisazione. Ogni spostamenti deve essere giustificato con un’autodichiarazione. Se non l’avete con voi saranno le forze dell’ordine a fornirla.

 

Visite ai congiunti

“Non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso” si legge chiaramente. É sconsigliato anche portare i bambini dai nonni. “È possibile ma fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone. Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore”.

Per quanto riguarda i genitori separati o divorziati si chiarisce che “gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti”.

Negozi aperti

Una delle prime domande che molti si sono posti è se fosse possibile raggiungere un negozio aperto, anche non alimentare. La risposta è sì: se il negozio, o il parrucchiere, è aperto significa che è possibile andarci, ovviamente sempre con autocertificazione, su cui va specificato che si tratta di una situazione di necessità.

Non è consentito invece uscire dal proprio comune nemmeno per fare la spesa: “Laddove quindi il comune non disponga di punti vendita, o sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati” si legge chiaramente.

Sport e passeggiate

Nelle domande frequenti si specifica che “Le passeggiate sono ammesse, in quanto attività motoria, esclusivamente in prossimità della propria abitazione. Sono chiaramente ammesse, inoltre, nel caso siano motivate per compiere gli altri spostamenti consentiti (andare al lavoro, motivi di salute o necessità)”. Quindi è possibile passeggiare, vicino a casa, sempre con autocertificazione, anche con minori o disabili.

É consentito anche andare in bici “per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi che vendono generi alimentari o di prima necessità. È inoltre consentito utilizzare la bicicletta per svolgere attività motoria all’aperto nella prossimità di casa propria, mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro, o per effettuare attività sportiva, mantenendo la distanza interpersonale di almeno due metri”.

Per l’attività sportiva in generale, dalla corsa alla mountain bike, nel Dpcm non si legge di misure specifiche e di distanze dall’abitazione: rimane ovviamente il divieto di assembramento, l’obbligo di mantenere i due metri di distanza interpersonale e la necessità si avere con sè la mascherina.

Parchi aperti

Sono aperti anche i parchi: “È consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto”. Quindi i bambini potranno giocare sulle altalene.

Le regole in auto

Si può andare in auto con persone non conviventi “con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina”.

Animali

Come per il lockdown in primavera, è ovviamente consentito portare a passeggio l’animale da compagnia, senza una distanza massima dall’abitazione, “per le sue esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone”. Stesso discorso vale per il veterinario: si potrà portare gli animali per esigenze urgenti, mentre i controlli di routine devono essere rinviati.

 

Chiese e luoghi di culto

A differenza di marzo e aprile le chiese e i luoghi di culto sono aperti. Si potrà quindi andare in chiesa, ma in quella più vicina a casa o al luogo di lavoro, come si legge nelle domande frequenti “È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, intendendo tale spostamento per quanto possibile nelle prossimità della propria abitazione. Possono essere altresì raggiunti i luoghi di culto in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la autodichiarazione prevista per lo spostamento lavorativo o di necessità. È altresì consentito partecipare alle funzioni religiose, nei limiti e nel rispetto degli specifici protocolli”.

 

Seconde case

“L’accesso alla seconda casa può essere consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni”.

 


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