Campania: virus colpisce di più i giovani, preoccupazione per le varianti

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Articolo di , 04 Mar 2021

Cresce in Campania la preoccupazione per l’amento dei casi e dei ricoveri da Coronavirus. Rispetto a quanto accaduto fino ad ora ad essere colpiti inizia ad essere la fascia d’età tra i 25 ed i 55 anni che fino ad ora avevamo mostrato una maggior resistenza ai casi gravi d’infezione.

 

Sono infatti aumentati i ricoveri di giovani con crisi respiratorie e in alcuni casi anche i decessi di persone senza patologie pregresse e in buono stato di salute.

 

I dati raccolti  da fine gennaio a fine febbraio divisi per fasce d’età mostrano che  virus colpisca ora le fasce più giovani della popolazione:

  • 196 i casi totali compresi tra gli 0 e i 5 anni
  • 216 quelli registrati nella fascia di età che va dai 6 ai 10 anni
  • 170 i casi segnalati tra ragazzi di età tra gli 11 e i 13 anni
  • 305 quelli in età tra i 14 e i 18 anni
  • 470 quelli tra i 19 e 26 anni
  • 575 tra i 27 e i 35 anni
  • 1.023 tra i 36 e 49 anni
  • 1.082 tra i 50 e i 64 anni
  • 742 tra i 65 e gli 80 anni
  • 251 quelli rilevati tra gli over 80

A preoccupare sono le nuove varianti di cui non si conosce con precisione capacità di infezione e tasso di mortalità. Inoltre molti arrivano in ospedale con polmoni già compromessi, ma senza aver mai fatto un tampone, segno che anche la tracciabilità dei casi inizia a non essere più lineare.

I numeri stanno portando la Campania sempre più vicina alla zona rossa.

Una lotta impari che viene sostenuta da un’adeguata distribuzione dei vaccini. La Campania è tra le prime in Italia per somministrazioni, ma deve continuamente fermare la macchina vaccinale per la carenza di dosi.

Così dichiarano al Corriere Carlo Marino presidente Anci Campania e il delegato nell’Unità di Crisi, Stefano Pisani, con un appello al commissario Figliuolo, appena nominato al posto di Arcuri: «Non si può rimanere in silenzio, con la ripresa del contagio  di fronte all’amara statistica che vede consegnate oltre 6,5 milioni di dosi e solo 4,5 milioni somministrate. È evidente che bisogna rivedere immediatamente la distribuzione per accelerare la messa in sicurezza degli ultra 70enni e delle fasce deboli. La Campania, terza in Italia nelle somministrazioni, ha ricevuto in proporzione meno dosi di Regioni con un numero di abitanti simili, come il Lazio o il Veneto, e viene anche penalizzata, rischiando di dover fermare la messa in sicurezza degli ultra 80enni, di cui 130mila già prenotati».

 

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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