Cambio di stagione, come lo avverte il cervello e perché cambia l'umore eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Cambio di stagione, come lo avverte il cervello e perché cambia l’umore
S. Di Palma
15 Set 2022 - 14:59
Foto Go Healthy Tips

Cambio di stagione, come lo avverte il cervello e perché cambia l’umore

L'estate finisce e l'umore cambia: ecco cosa succede nel nostro cervello quando riconosciamo il cambio di stagione!

Il cervello avverte che le stagioni stanno cambiando: ma cosa accade esattamente al nostro umore quando l’estate finisce ed inizia la stagione fredda?
Di solito, ci ci sente più spossati e depressi, portando alla conclusione che avvengano delle alterazioni chimiche all’interno del cervello: ma di cosa si parla esattamente?

Ecco cosa ha svelato uno studio riguardo la correlazione tra il cambio di stagione e l’umore!

Cambio di stagione, il nostro corpo lo avverte: uno studio spiega perché

Uno studio sui topi, condotto dai ricercatori dell’Università della California a San Diego coordinati dal neuroscienziato italiano Davide Dulcis, ha dato risultati straordinari, con pubblicazione sulla rivista Science Adventures. I risultati saranno utili per la cura della depressione e di altri disturbi stagionali.

Lo studio, che porta la firma italiana della scienziata Alessandra Porcu, si focalizza sulla struttura del nucleo soprachiasmatico, che è nascosto nell’ipotalamo ed è formato da circa 20 mila neuroni. Si tratta di una parte del cervello davvero molto piccola, ma anche importantissima, in quanto regola i ritmi circadiani dell’organismo, ovvero i cambiamenti fisici, mentali e comportamentali che seguono il ciclo delle 24 ore.

I ricercatori del Dulcis’ Lab hanno scoperto che i neuroni del nucleo soprachiasmatico si coordinano fra loro per adattarsi alle variazioni di luce, influendo così sulla percezione dell’esterno.

La scoperta più importante in questo studio è che abbiamo capito come manipolare artificialmente l’attività di specifici neuroni del nucleo soprachiasmatico inducendo l’espressione di dopamina nel nucleo paraventricolare“, sottolinea Dulcis. Se questo discorso si applicasse anche agli esseri umani, si tratterebbe di un passo avanti nella cura di diversi tipi di depressione.

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