Cacciato di casa a 18 anni perché gay: i genitori dovranno mantenerlo

Fabio Avallone
Cacciato di casa a 18 anni perché gay: i genitori dovranno mantenerlo
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Il Tribunale di Napoli Nord obbliga i genitori a pagare

Qualche mese fa ha fatto molto scalpore la notizia di un ragazzo napoletano, Francesco, che è stato cacciato di casa dalla madre perché gay. La stessa sorte era toccata al suo compagno, Giuseppe.

Il ragazzo, che ha appena compiuto diciotto anni, ha ora ottenuto dal Tribunale di Napoli Nord, il riconoscimento del diritto ad ottenere un assegno di mantenimento dai genitori.

La decisione si è basata sulla «mancata indipendenza economica» del ragazzo. Di qui l’obbligo per entrambi i genitori (che sono separati) a provvedere ai suoi bisogni.

Oltre a quella economica, però, il ragazzo aveva inoltrato al giudice un’altra domanda: quella di poter vedere la sorella minorenne che vive con la madre. Quest’ultima, infatti, ritiene “non educativo” per la figlia frequentare il fratello omosessuale.

Il giudice non si è ancora espresso su quest’aspetto. Per il momento, perciò, il ragazzo non potrà vedere sua sorella.

In un’intervista alla Stampa Francesco ha dichiarato: “Appena l’ho saputo è stato come quando c’è un cielo nuvoloso però poi esce subito l’arcobaleno. È stata un po’ quella la sensazione. Ma non tanto per il mantenimento, ma perché finalmente un giudice e le altre persone sapevano la verità. Non ci conoscevano più come i “ragazzi di strada” o “malamente”, ragazzi che valevano poco. Ci hanno descritto per quello che siamo. È stata una cosa bellissima. Un giudice ha detto a mia madre che ha sbagliato. Per una volta non siamo stati noi a pagare”.

Francesco e Giuseppe ora vivono a Roma, in una casa di accoglienza per persone LGBT, e stanno cercando di ritrovare la serenità perduta a causa delle decisioni delle loro famiglie.



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