Cacaglio: significato e origine del particolare termine napoletano
Cacaglio, in napoletano, significa balbuziente. Vediamo da dove trae la sua origine questo termine molto usato nel dialetto partenopeo.
La lingua napoletana è l’emblema della stessa Napoli. È una fusione di culture, di esperienze, di accadimenti, di racconti, di leggende e di fatti tramandati di generazione in generazione.
Le varie dominazioni e le innumerevoli contaminazioni, ad esempio, hanno modificato in positivo e in negativo la città metropolitana, andando a condizionare anche il dialetto tipico della zona.
E una dimostrazione su tutte in relazione a ciò è data dalla dominazione spagnola, che ha condito la lingua napoletana di numerosi vocaboli di origine ispanica.
Cacaglio, che vuol dire e da dove trae origine?
Tra le decine di termini che si è soliti riportare sulla questione c’è senza dubbio cacaglio.
Cacaglio, nella lingua napoletana, significa balbuziente. Il termine può risultare alquanto discriminatorio, poiché, come molti vocaboli napoletani, in determinate circostanze può assumere una sfera di interesse quasi ilare. E ciò è dovuto al fatto che nei decenni scorsi era infatti spesso aggiunto un personaggio balbuziente nelle opere comiche, col solo scopo di suscitare delle risate dalle difficoltà di espressione del personaggio.
Ma le intenzioni di coloro i quali utilizzano questo termine spesso non sono discriminatorie. Cacaglio è infatti ormai entrato nel vocabolario del napoletano medio, che si trova a pronunciarlo in mancanza di un termine più consono sovvenuto in quel momento. È abitudine far risalire cacaglio allo spagnolo per l’appunto, ricollegandolo a encallar, verbo che significa incagliare, inceppare. Il significato dell’ispanismo è perciò strettamente collegato al consequenziale cacaglio, per cui il collegamento, fonetico e intellettivo, è assolutamente calzante.
Ma non si è così sicuri della provenienza, in quanto, ancor prima, la lingua greca ha offerto un’opzione significativamente verosimile. Nell’antica lingua infatti è presente κακόν λόγοιm, che tradotto significa parlo male, molto coerente col senso della parola napoletana in questione.
Allo stesso modo, è però credibile la teoria che vede cacaglio nascere, come tante altre parole napoletane, semplicemente da un’onomatopea. Il termine ipoteticamente onomatopeico perciò deriverebbe dalla ripetizione di ca, proprio come può capitare involontariamente alle persone con balbuzie.

